Fiera dell’agricoltura: 80mila visitatori tra gli stand del parco

Record di presenze durante i quattro giorni sul lungofiume Filipponi: tutto esaurito, questa è stata l’edizione più bella
TERAMO. «L’edizione più bella». L’assessore agli eventi Antonio Filipponi traccia il bilancio della Fiera dell’agricoltura a sera inoltrata, quando ormai gli stand sono in chiusura e anche l’ultimo evento delle quattro giornate della kermesse al parco fluviale si è concluso. Parla, tiene a precisare, non solo a nome dell’amministrazione comunale, ma anche «degli espositori e dei tantissimi visitatori che ho incontrato». Per tutti è stata la fiera meglio risuscita. Lo dicono i numeri che da venerdì a ieri, sebbene con un calcolo molto empirico, fanno registrare 80mila presenze.
«Per l’ultima giornata si attendeva un afflusso minore per vari motivi», sottolinea l’assessore, «e invece è rimasto sugli stessi livelli di quelle precedenti». Alcuni addetti messi a contare i passaggi sul ponte di legno al centro dell’area espositiva hanno segnato, fin dalla mattina, circa 200 persone in transito al minuto. «Non può essere un calcolo esatto», tiene a precisare Filipponi, «ma dà comunque la dimensione della straordinaria affluenza richiamata dalla manifestazione». A questo si aggiunge il dato che gran parte dei 200 espositori presenti hanno esaurito i prodotti in vendita. «Rispetto alla collocazione allo stadio Bonolis gli stessi operatori ritengono che le presenze siano cresciute del 50 per cento», riferisce l’assessore, «la fiera, insomma, ha trovato la sua nuova location in città».
Oltre alla promozione dei prodotti tipici, agli animali da fattoria e agli spettacoli, particolarmente apprezzati e seguiti sono stati anche gli approfondimenti proposti dall’evento. Un massiccio flusso di visitatori è stato riscontrato al gazebo allestito dal Dipartimento di prevenzione della Asl. I cittadini hanno potuto avere così uno spaccato dell’attività svolta dai tecnici dei due servizi del Sian, nel campo della sicurezza igienica degli alimenti e della nutrizione, e del Stsll, che si occupa della tutela salute nei luoghi di lavoro. Quest’ultimo ha diffuso dati secondo cui, nel periodo 2012-2019, si sono verificati nel settore agricolo il 44% degli infortuni totali denunciati in Abruzzo. La fascia di età maggiormente interessata è quella 41– 50 anni, con aumento di incidenza tra 51 e 60 anni. Sono stati 47 gli infortuni mortali denunciati, di cui sette nel Teramano. In provincia, tra il 2016 e 2021, sono stati registrati 1.782 incidenti in attività agricole. Di questi, dieci sono stati a bordo di mezzi di trasporto; otto durante il lavoro e due in itinere. Il 28% degli infortuni è avvenuto durante la preparazione del terreno, il 15% nelle lavorazioni successive alla semina, il 20% nell’accudimento di animali. Nel 30% dei casi sono stati interessati gli arti inferiori, mentre nel 27% gli arti superiori e nel 10% la rachide.
Le dinamiche degli infortuni più ricorrenti sono caduta dall’alto e perdita del controllo dei mezzi: il fattore umano spesso si evidenzia come causa scatenante. In Abruzzo i 2/3 degli infortuni in agricoltura sono avvenuti negli ultimi anni a Teramo e Chieti. Le ispezioni nelle aziende, prima della pandemia, sono state circa 50. Per il 20% di queste si sono riscontrate violazioni alle norme sulla sicurezza del lavoro. (g.d.m.)
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