Film degli alunni del Delfico sulla pandemia

Frammenti del lavoro realizzato durante la quarantena saranno proiettati domani al parco fluviale
TERAMO. “Panfonia. Voci dalla distanza”. Si chiama così l’evento previsto domani alle 19.30 nel parco fluviale del Vezzola: si tratta della presentazione di alcuni frammenti del documentario sulla pandemia realizzato (ma ancora non concluso) dagli studenti del liceo classico della Comunicazione di Teramo.
Il Classico Delfico dialoga da tempo con il cinema «attraverso fruttuose esperienze», si legge in una nota della scuola, «che, negli anni, hanno potenziato notevolmente le competenze cinematografiche e audiovisive dei nostri studenti. Nel solco di questa tradizione si inserisce il progetto “Luci sulla città”, patrocinato e finanziato dai ministeri dell’Istruzione e dei Beni e delle Attività Culturali. Un progetto articolato che, come tutte le attività didattiche della scorsa primavera, rischiava di essere interrotto dalla quarantena cui ci ha costretti l’emergenza sanitaria. Ma è stato proprio il distanziamento imposto da quest’ultima a generare un percorso formativo inedito: un documentario sulla pandemia, sulle sue conseguenze sociali ed economiche. Lo strumento di lavoro», continua la nota del liceo, «è stato la stessa piattaforma utilizzata per la didattica a distanza attraverso la quale i ragazzi, studenti della quinta A del liceo classico della Comunicazione, hanno interagito con il territorio, intervistando professionisti, sindaci, imprenditori, attori, medici, studenti e chi ha vissuto la terribile esperienza della malattia da coronavirus».
Il documentario è stato diretto dal giovane regista atriano Maurizio Forcella, che commenta: «In un momento così delicato siamo riusciti a produrre un corso intenso ed estremamente formativo. Inizialmente la didattica a distanza mi spaventava un po’; riuscire a comunicare a un giovane liceale la bellezza e la tecnica cinematografica attraverso lo schermo di un pc sembrava una sfida piuttosto ardua. Oggi posso dire che è stata una delle esperienze più riuscite tra quelle che ho avuto all’interno di una scuola. Abbiamo prodotto un vero e proprio film documentario utilizzando i nostri smartphone come telecamera e delle semplici cuffiette per la ripresa audio. Il risultato, a mio avviso, supera tutte le aspettative. Il film trasporta con sé una malinconica realtà storica, che questi giovani autori hanno sfiorato con maturità e intelligenza».

