Finanziati gli interventi per riaprire 70 chiese

7 Maggio 2017

Sei sono nel Teramano tra Atri, Colledara, Civitella, Cortino e Colonnella L’importo massimo del singolo contributo non può superare i 300mila euro

TERAMO. Comincia a muoversi qualcosa sul fronte ricostruzione. Possono essere avviati i lavori di messa in sicurezza di un primo gruppo di chiese inagibili del Centro Italia con danni lievi provocati dai terremoti del 2016. E’ stata pubblicata, infatti, l’ordinanza 23 a firma del commissario per la ricostruzione sisma 2016, Vasco Errani, che definisce “i criteri del primo programma di interventi edili per garantire la continuità dell’esercizio di culto”. Prevista l’apertura dei cantieri in 70 chiese (sei in Abruzzo, tutte nel Teramano, quattro nel Lazio, 40 nelle Marche e 20 in Umbria), finanziati dallo Stato con 14 milioni e 358mila euro. L’obiettivo è consentire la riapertura dei luoghi di culto per restituirli nella piena disponibilità delle comunità locali, già a partire dal prossimo Natale.
Le chiese teramane interessate sono quattro per la diocesi di Teramo-Atri (Santa Margherita di Melegnano ad Atri, San Paolo Apostolo a Colledara, Trasfigurazione e Sant’Andrea Apostolo a Cortino) e due per la diocesi di San Benedetto-Ripatransone-Montalto (San Pietro in Col Pagano a Cerqueto di Civitella e San Cipriano a Colonnella). La diocesi di Teramo-Atri avrà a disposizione 790mila euro per le quattro chiese citate, quella di San Benedetto tre milioni e 331mila per 13 chiese.
Entro 60 giorni dalla pubblicazione dell’ordinanza in Gazzetta ufficiale, devono essere presentati i progetti agli uffici speciali per la ricostruzione delle Regioni competenti. I lavori devono essere “obbligatoriamente affidati a imprese iscritte all’Anagrafe antimafia e che non abbiano commesso violazioni agli obblighi contributivi e previdenziali”. Infine, per interventi superiori a 150mila euro, le imprese devono essere in possesso della qualificazione di esecutori di lavori pubblici.
L’ufficio speciale per la ricostruzione della regione competente “cura l’istruttoria sul progetto presentato, verifica la congruità dei costi previsti” e “provvede a determinare l’importo massimo ammissibile a contributo entro 30 giorni dal deposito del progetto e della documentazione allegata”.
L’importo massimo del contributo non può superare i 300mila euro di lavori. Esaurita l’istruttoria, il presidente di Regione – vicecommissario, con proprio provvedimento rilascia l’autorizzazione ad effettuare i lavori ed adotta il decreto di concessione del contributo. La liquidazione, infine, viene effettuata dall’Ufficio speciale per la ricostruzione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA