Fioccano adesioni all’iniziativa del 2 marzo contro il governo

TERAMO. Fioccano le adesioni alla manifestazione di protesta organizzata da sindaci e Provincia per il 2 marzo a Roma. Ieri il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi è tornato sul tema facendo un...
TERAMO. Fioccano le adesioni alla manifestazione di protesta organizzata da sindaci e Provincia per il 2 marzo a Roma.
Ieri il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi è tornato sul tema facendo un appello ai cittadini: «Questa manifestazione è importante, dobbiamo essere in tanti, partecipiamo tutti». E sempre ieri hanno annunciato la propria adesione i tre sindacati confederali, la Camera di commercio, la Cna provinciale e il circolo Arci di Teramo. Sul tema si è espresso anche il gruppo politico di Futuro In, che in una nota firmata dai coordinatori comunali Valerio Pelusi e Francesca Di Egidio «chiede con forza la salvaguardia dei diritti dei cittadini di Teramo e provincia ed auspica una partecipazione massiccia di istituzioni e cittadini alla manifestazione che si terrà a Roma. 47 sindaci, il presidente della Provincia e il consiglio provinciale hanno ad oggi già dato la loro adesione, ma molte forze politiche e sociali appaiono troppo distaccate, timide, e con voce troppo flebile. La partecipazione di tutti alla manifestazione del 2 marzo, al di là di ogni appartenenza, è l’unica possibilità per fare in modo che il grido di aiuto dei teramani non resti inascoltato».
CGIL. Si è tenuta ieri l’assemblea delegati provinciali della Cgil per parlare dei due referendum sull’abolizione dei voucher e sulla responsabilità del committente negli appalti ma soprattutto per discutere dei danni di terremoto e maltempo in provincia. Hanno partecipato la segretaria nazionale Gianna Fracassi (con delega all’ambiente e territorio), il segretario regionale Sandro Del Fattore e il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, oltre ovviamente al segretario provinciale Giovanni Timoteo. «Abbiamo condiviso la piattaforma dei sindaci riuniti in Provincia. E abbiamo chiesto che si allarghi al fuori del cratere il provvedimento di cassa integrazione», afferma Timoteo, «quel che è accaduto nel Teramano non è mai accaduto in Italia: si sono sommate due calamità naturali. Si sono fermate molte attività che non hanno alcuna copertura salariale. Si pensi ai lavoratori delle cooperative delle scuole ancora chiuse. Si stima che siano state perse 130mila giornate di lavoro e non tutti hanno avuto un ammortizzatore sociale per tamponare». La Cgil aderisce, come gli altri sindacati, alla manifestazione a Roma e anche a quella di domani per l'allargamento del cratere. «Anzi», conclude Timoteo, «la Cgil nazionale che lunedì sarà in audizione sul decreto legge sul terremoto, presenterà emendamento perchè sia allargato il cratere a sette comuni: Basciano, Isola, Castel Castagna, Colledara, Castiglione, Cellino, Fano Adriano».

