Firmata la concessione dei terreni a Finori

Prati di Tivo, altro passaggio verso la riapertura della cabinovia: ora manca il via libera della Regione
PIETRACAMELA. Firmata la concessione dei terreni su cui insistono le attrezzature degli impianti di risalita di Prati di Tivo. L'accordo, già trovato da tempo in modo informale, è stato ufficialmente siglato ieri tra Marco Finori, gestore degli impianti dei Prati, e Paride Tudisco, presidente dell'Asbuc (amministrazione separata dei beni di uso civico) di Pietracamela. Adesso, per la riapertura della cabinovia, si resta in attesa delle autorizzazioni della Regione (alla quale Finori deve consegnare dei documenti necessari per il via libera) e di altri enti come l'Ustif, organo ministeriale dei collaudi, che dovrà fare l'apertura in presenza.
«L'accordo con l'Asbuc è uno dei passi più importanti», dichiara Finori, «e nel frattempo stiamo ultimando le manutenzioni degli impianti, che termineranno entro la fine di questa settimana. Le cose le stiamo facendo veramente bene: l'impianto è un orologio svizzero. Negli ultimi 14 anni è la prima volta, grazie al sottoscritto, che l'Asbuc di Pietracamela ha due assegni in cassa per l'uso dei suoli di Prati di Tivo. Attendiamo i permessi della Regione e, in particolare, il sopralluogo dell'Ustif per procedere alla riapertura. Speriamo di accelerare il più possibile e di riuscire ad avere l'ok entro la fine di giugno. Se la Gst (Gran Sasso Teramano, ndc) avesse collaborato e avesse rispettato l'ordinanza del magistrato noi saremmo già aperti da molto tempo».
Finori, che ribadisce la volontà di acquistare tutto il lotto degli impianti di Prati di Tivo e Prato Selva, punta il dito contro la Gst, la società pubblico-privata in liquidazione proprietaria delle attrezzature delle due località, con la quale è in corso un contenzioso. La Gran Sasso Teramano, infatti, ha presentato un ricorso in tribunale contro il provvedimento di sequestro degli impianti. Il tribunale, dopo aver rigettato la richiesta di sospensiva, si pronuncerà nel merito venerdì 7 luglio. In quella data potrebbero aprirsi due scenari: gli impianti restano al gestore, che quindi può continuare la stagione, o tornano nella disponibilità della Gst.
«Rispetterò la decisione del giudice», sottolinea Finori, secondo il quale proprio il ricorso della Gst ha rallentato il processo di riapertura degli impianti.
Gaetano Lombardino
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