Fiumi di denaro in Nigeria, otto arresti

3 Dicembre 2019

L’inchiesta della Distrettuale svela un’organizzazione attiva tra Marche e Val Vibrata che gestiva gli incassi della tratta

L’AQUILA. Sette milioni e mezzo di euro provento dello sfruttamento della prostituzione, trasferiti in modo illecito dall'Italia alla Nigeria in meno di un anno. Un fiume di denaro fatto arrivare in modo costante trasportando centinaia di valigie colme di contanti via aerea da diverse località dell'Italia centrale e «con un metodo antico e rodato», come lo ha definito il procuratore distrettuale antimafia dell'Aquila, Michele Renzo: quello della cosiddetta "hawala".
LA “HAWALA”. È un meccanismo ingegnoso basato su un rapporto molto stretto tra chi trasferisce il denaro e chi lo riceve, una sorta di «sistema bancario che corre su canali fiduciari e individuali, ideale per riciclare». Molto diffuso nei Paesi arabi, ma inventato nel 1300 nel mondo occidentale, è un sistema basato «sulla forza del rapporto fiduciario della parola», come ha precisato il procuratore Renzo, e ha il vantaggio di non lasciare alcuna traccia poiché consente di trasferire il denaro al di fuori dei normali circuiti bancari, basandosi su alcune figure: l'ordinante; il beneficiario e gli operatori residenti nei due Paesi al centro del trasferimento. L'attività d'indagine definita "The travellers" e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia dell'Aquila è culminata ieri mattina all'alba con l'arresto di otto persone, quattro uomini e quattro donne (una nona persona è ricercata) di nazionalità nigeriana, nell'operazione portata a termine in meno di un anno dal personale della squadra mobile di Teramo con l'ausilio del reparto di prevenzione crimine "Abruzzo" e delle squadre mobili di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata. Dettagli illustrati ieri, oltre che dal procuratore Renzo, anche dal sostituto David Mancini e dalla dirigente della squadra mobile di Teramo Roberta Cicchetti.
LE ACCUSE. Le accuse vanno dall'associazione per delinquere finalizzata alla commissione dell’illecita intermediazione finanziaria, all'autoriciclaggio e riciclaggio transnazionale e alla tratta di esseri umani, in particolare di giovani connazionali da sfruttare come prostitute in Italia. Le ordinanze di custodia sono state eseguite tra Marche e Abruzzo dalla squadra mobile di Teramo nell'ambito dell'operazione coordinata dalla Dda dell'Aquila. Tra i reati contestati in questa indagine, ha precisato Renzo, «non c'è l'associazione mafiosa, ma l'ipotesi non è da escludere».
LE INDAGINI. Tutto nasce da una precedente indagine culminata, a luglio, in sei arresti per tratta di esseri umani, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e sfruttamento della prostituzione di 12 donne nigeriane costrette a vendersi sul territorio della bonifica del Tronto sotto il ricatto dei riti voodoo. Indagini che non si sono fermate e hanno portato a scoprire il sodalizio che trasferiva in Nigeria il denaro proveniente dallo sfruttamento delle ragazze.
I VIAGGI IN AEREO. Valigie colme di denaro, dai 70 ai 100mila euro, caricate sugli aerei di linea. I soldi venivano occultati nelle valigie, arrotolati nei tappeti e caricati sull'aereo, e sotto le solette in lattice delle scarpe. Almeno 100 i viaggi registrati nei 10-11 mesi d'indagine; e infatti i due "corrieri" finiti nei controlli all'aeroporto di Fiumicino sono stati trovati in possesso di oltre 440mila euro, pronti a partire per il loro ennesimo viaggio. Ignoto l'utilizzo finale del denaro.
GLI ARRESTATI. Si tratta di quattro uomini e altrettante donne tra i 24 e i 42 anni, arrivati in Italia con il permesso di soggiorno per il lavoro autonomo: alcuni di loro sono residenti nel Teramano e titolari di attività economiche utilizzate come copertura, ad esempio una rivendita di automobili. Gli arrestati sono Bright Omosogho, classe 1989, residente a Fermo; Osaro Godwin Uwaila, classe 1977, residente a Civitavova Marche; Rosemary Ogei, nata nel 1994 e residente a San Benedetto del Tronto; Charles Onoh, classe 1993, residente a Castiglion di Pepoli (Bologna); Ebade Veronica Osadiaye, nata in Nigeria nel 1991, residente a Porto Sant’Elpidio (Fermo). Tre i residenti in Abruzzo: Sharon Onyebuchi Aromire, classe 1990 (Martinsicuro), Emmanel Ojiemuda, nato nel 1995 (Corropoli), Florence Mark Ehigiamusoe, nata nel 1978 (Nereto). Gli appartenenti all'associazione a delinquere avevano ruoli di collettori di denaro e corrieri.
INDAGINI APERTE. «Le indagini non sono assolutamente concluse», ha commentato Cicchetti, «cercheremo di chiudere il cerchio e di verificare ulteriori ramificazioni nazionali».
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