Flavia, il giudice nega la libertà: l’investitore resta ai domiciliari

Respinta la richiesta di scarcerazione per l’automobilista che investì e uccise la 22enne di Roseto È accusato di omicidio stradale e lesioni, la prossima settimana l’udienza per il rito abbreviato
TERAMO. Il tempo, certi drammi, lo perdono. Un’eternità o un secondo, il risultato non cambia. Soprattutto quando a scandirlo sono i passaggi di un fascicolo giudiziario come nel caso di Flavia Di Bonaventura, la 22enne di Roseto che nell’agosto scorso venne investita e uccisa da un automobilista ubriaco mentre era in bicicletta con alcuni suoi amici sulla statale 16 a Scerne di Pineto. L’uomo che era alla guida della vettura resta agli arresti domiciliari: così ha deciso il giudice Lorenzo Prudenzano che ha respinto la richiesta di scarcerazione presentata per Davide De Felicibus, il 34enne cameriere di Atri con un passato da volontario in una cooperativa sociale di Roma accusato di omicidio stradale e di lesioni. Scarcerazione per cui la Procura ha dato parere negativo.
L’istanza di scarcerazione era stata presentata dal suo avvocato Ida Nardi qualche giorno fa nell’ambito dell’udienza fissata per il rito abbreviato e aggiornata alla prossima settimana per un difetto di notifica. Richiesta quella dell’abbreviato – che in caso di condanna prevede la riduzione di un terzo della pena – presentata dall’indagato dopo che la Procura aveva chiesto ed ottenuto il giudizio immediato.
De Felicibus, il cui tasso alcolemico al momento dell’incidente è risultato superiore a 1,5, quella sera era alla guida di una macchina senza copertura assicurativa: la vettura era risultata di proprietà di una familiare e il 34enne all’epoca dei fatti disse di non sapere che fosse senza assicurazione.
De Felicibus, che è agli arresti domiciliari dal mese di agosto, venne arrestato in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa allora dal giudice Roberto Veneziano sulla base del pericolo di reiterazione del reato e di un precedente legato a un altro episodio di guida in stato di ebbrezza risalente al 2010. La Panda condotta dal 34enne la notte del 22 agosto piombò sulle biciclette con cui i tre ragazzi stavano tornando a Roseto, dopo una serata trascorsa con amici a Scerne di Pineto, sulla statale 16. Flavia, studentessa all’accademia delle Belle Arti di Roma e con il sogno di fare la pittrice, era insieme a due amici rosetani quando i tre vennero travolti dalla macchina e sbalzati sull’asfalto. L’altra ragazza rimase lievemente ferita, mentre il 21enne restò per molte settimane in coma nel reparto di rianimazione (per questo l’indagato è accusato di lesioni gravissime). Dopo l’incidente l’automobilista si fermò e chiamò i soccorsi. La vita di Flavia, le cui con dizioni apparvero da subito molto gravi, si è fermata per sempre dopo qualche giorno in ospedale ma i suoi organi hanno salvato altre vite visto che in precedenza la ragazza aveva fatto intendere di essere favorevole alla donazione e che i familiari, pur nel grande dolore di quei drammatici giorni, hanno voluto rispettare le sue volontà. I genitori della studentessa, assistiti dall’avvocato Claudio Iaconi, si costituiranno parte civile.
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