Foce del Tronto ostruita dai detriti Torna la paura per gli allagamenti

13 Settembre 2017

Si sono accumulati sotto il ponte ferroviario e riducono il deflusso del fiume verso il mare Il sindaco Vagnoni: «Non c’è tempo da perdere, basta scaricabarile su chi deve intervenire»

MARTINSICURO. Detriti ammassati sotto la campata centrale del ponte ferroviario sul Tronto, che riducono in maniera sensibile l’afflusso delle acque verso il mare. Stesso discorso nel confine sud del comune truentino dove i detriti hanno ostruito una campata del ponte ferroviario sul Vibrata. Situazioni che destano molte preoccupazione nei residenti se dovessero arrivare forti piogge nei prossimi giorni. Il territorio di Martinsicuro è delimitato a nord dal Tronto e a sud dl Vibrata, e possibili esondazioni potrebbero creare devastanti conseguenze. Sulla questione del Tronto già tempo fa si era mosso l’ex sindaco Paolo Camaioni che lo scorso febbraio scrisse una nota alle Ferroviaria per provvedere alla pulizia dell’alveo, ma la situazione non è cambiata. «Invitiamo le figure preposte», dice ora Camaioni, «iniziando dai sindaci di Martinsicuro e San Benedetto ad attivarsi presso tutti gli enti territoriali affinché, per una volta, la burocrazia e il rimpallo di competenze cedano il passo alla massima operatività. Per la sicurezza di tutti i cittadini». La situazione del Tronto è stata affrontata anche dall’attuale amministrazione. «A fine agosto», fa sapere il sindaco Massimo Vagnoni, «il Comune di Martinsicuro ha organizzato una riunione con il Comune di San Benedetto del Tronto, le Province di Teramo e Ascoli Piceno e rappresentanti delle Ferrovie per sollecitare la pulizia dell’alveo. Nel corso dell’incontro c’è stato uno scaricabarile burocratico delle responsabilità che riteniamo inaccettabile in quanto si parla della sicurezza pubblica. Un problema su cui manteniamo la massima attenzione: e fine mese abbiano programmato un altro incontro allargato anche alle regioni Marche e Abruzzo e al Genio civile. Non c’è più tempo da perdere». Preoccupazioni anche dalla vicino San Benedetto del Tronto dove c’è ancora lo spettro della disastrosa alluvione del 1992, quando l’argine marchigiano del Tronto cedette e le acque allagarono la zona industriale e il centro abitato di Porto d’Ascoli. Stessa situazione nell’alveo del Vibrata dove sotto il ponte ferroviario una campata è ostruita. Un problema che il comitato Campo Casone più volte ha esortato a risolvere senza successo. «Ci siamo mossi anche per quanto riguarda il Vibrata», aggiunge Vagnoni, «abbiamo incontrato il Genio civile e stiamo procedendo per un intervento che va dal ponte ferroviario al ponte su via Roma».
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