Foglia lascia la Asl Ha gestito appalti per oltre 100 milioni

Il capo del dipartimento tecnico-logistico ha coordinato la costruzione di ambulatori e Rsa e i lavori negli ospedali
TERAMO. Va in pensione uno dei capisaldi della Asl. Corrado Foglia è il capo del dipartimento tecnico logistico che unisce i settori Sistemi informativi, Monitoraggio contratti beni e servizi e Patrimonio, lavori e manutenzione, di cui è anche direttore.
Il 1° novembre Foglia, dopo trent’anni alla Asl, andrà in pensione. Andrà via l’uomo che ha gestito appalti per un totale di più di cento milioni di euro senza, per questo, ricevere un avviso di garanzia. Due, non a caso, i capisaldi del suo operato. «Alta integrità morale, non conosco nessuno che ha a che fare con i lavori alla Asl, e sempre concentrato e lucido: i problemi non risolti nel corso della giornata, ti rincorrono a casa», osserva.
Foglia gestisce una struttura da 56 dipendenti e 90 persone che si occupano di attività manutentive, molte delle quali sono esternalizzate. E’ lui quello chiamato a risolvere problemi strutturali, grandi e piccoli dei circa 60 immobili di proprietà della Asl più 10 in uso, come le case alloggio, per circa 950mila metri cubi. E’ lui che qualche anno fa la vigilia di Pasqua è corso in ospedale perchè una termoculla con cui un neonato doveva essere portato a Pescara non funzionava, e poi era solo una batteria scarica. O che è corso, sempre tempo fa, per un blackout in dialisi caricando in auto gli elettricisti per far funzionare i letti-bilancia con i malati. Ma ha dimenticato di andare a prendere la figlia a scuola. «Ma per poco tempo, eh», precisa anche ora che la figlia è adulta.
Elencare quanto fatto in trent’anni è impossibile. Spicca il premio, assegnatogli dall’allora ministro Brunetta, per un progetto lungimirante all’epoca, nel concorso “Premiamo i risultati”. «Era il 2006 e abbiamo installato pannelli fotovoltaici prima negli ospedali e nel tempo nei distretti, in due Rsa e nella sede in circonvallazione Ragusa. Siamo stati fra i primi a entrare nel “Conto energia”, ci pagano ancora 0,46 euro al kilowattore: abbiamo recuperato la spesa e ora è tutto utile per la Asl. Per dare un’idea a dicembre 2018 l’impianto del Mazzini ha prodotto tremila kilowattore, corrispettivo del consumo mensile del reparto materno-infantile».
Poi c’è l’enorme partita dell’edilizia: «Abbiamo avuto dal 1989 al 2014 varie linee di finanziamento dallo Stato, prevalentemente derivanti dall’articolo 20 della Finanziaria dell’88, che hanno portato a realizzare nuove strutture sul territorio: i vari poliambulatori, tre Rsa (Casalena, Castilenti e l'ultima che sta per aprire a Giulianova) e, fra l’altro, un edificio a Sant'Atto per l'autismo. Negli ospedali abbiamo fatto tanto, ad esempio le sale parto a Sant'Omero e a Teramo, l'hospice, la nuova medicina nucleare. Solo con l’articolo 20 abbiamo appaltato lavori per 66 milioni e mezzo». Un lavoro, precisa, in cui è stato determinante tutto il personale del settore «con cui ho un ottimo rapporto: il benessere organizzativo, che è una parola tecnica, qui è una realtà, diventa piacevole lavorare in team. Lascio oggi con orgoglio e gratitudine un gruppo riconosciuto come tra i più validi professionalmente fra gli omologhi del territorio abruzzese». Foglia lascia una Asl profondamente trasformata: «basti pensare che 30 anni fa gli ospedali non avevano una normativa specifica, come ora, per spazi, ambulatori, praticamente per tutti gli interventi». Foglia non si esprime esplicitamente sull’ospedale nuovo ma parla della «necessità di accentrare apparecchiature e trattamenti estremamente specializzati in una struttura, ma tanti altri servizi devono restare sul territorio». Sulla sicurezza sismica parla di uno studio commissionato a uno specialista, ancora in corso, «ma penso che parte del finanziamento ottenuto vada spesa per miglioramenti, anche per assicurare una seconda vita alla struttura esistente». E in futuro si godrà il riposo fra la passione per il calcio – «sono nato a Villa Torre e ho partecipato a fondare la Torrese» – la pittura e, soprattutto, l’adorata nipotina.
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