Fognatura sepolta da un deposito di inerti

ROSETO. E’ più lunga del previsto l’opera di riparazione della condotta che porta le acque nere di Roseto nel depuratore che si trova al di là del fiume Vomano. A denunciare il caso è l’ingegnere...
ROSETO. E’ più lunga del previsto l’opera di riparazione della condotta che porta le acque nere di Roseto nel depuratore che si trova al di là del fiume Vomano. A denunciare il caso è l’ingegnere Alberto Rapagnà , il quale ricorda che il 14 agosto sulla conduttura, all’altezza di S. Petronilla, nella zona dietro la scuola, si è creato uno sversamento di acque nere. Probabilmente l’incidente è stato causato da un’ostruzione sulla linea, ma la ditta incaricata dalla Ruzzo reti non ha potuto verificare cosa è accaduto esattamente perché sulla conduttura c’è un deposito di ghiaia alto 15 metri che il privato, nonostante la diffida, non ha ancora rimosso. «Intanto gli operai», dice Rapagnà, «hanno dovuto aprire un nuovo pozzetto da cui aspirare i liquami, e da oltre dieci giorni li trasportano al depuratore per evitare che le acque della fognatura si riversino nei terreni e nel fiume. Nel frattempo la Ruzzo reti sta progettando di realizzare una nuova condotta alternativa per bypassare quella esistente». Questo, secondo il tecnico, comporterà una spesa molto più alta di una semplice riparazione della linea vecchia. «Si dovranno infatti espropriare nuovi terreni», sostiene, «e quindi i costi aumenteranno. Questo fatto è molto grave perché sul terreno dove passa la conduttura, già espropriato, c’è una servitù. Perché è stato permesso al privato di utilizzarlo come deposito di inerti? Purtroppo questi maggiori costi dei lavori vanno a incidere sul costo del servizio dell’acqua per noi utenti». (m.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

