Fondazione, c’è l’accordo tra i due poli

Via libera a Enrica Salvatore presidente e un uomo di centrosinistra (si dice Ruffini) entrerà nel nuovo cda nel 2017
TERAMO. Sgonfiata l’ipotesi di un accordo tra il consigliere regionale Paolo Gatti e il centrosinistra per la presidenza della Fondazione Tercas, sembrano fatti i giochi per l’ascesa di Enrica Salvatore alla guida di palazzo Melatini. La presidenza alla “tancrediana” Salvatore (ex vicepresidente della Fondazione, commercialista e docente di materie economiche al Pascal) non avrebbe più ostacoli grazie a un’intesa che il centrodestra e il centrosinistra avrebbero raggiunto sulla composizione del consiglio di amministrazione della Fondazione. L’organo dovrà essere rinnovato tra un anno e mezzo e in base all’accordo dovrebbe prevedere l’ingresso di un esponente del centrosinistra, magari proprio per la poltrona di vicepresidente su cui attualmente è seduto Vincenzo De Nardis.
È sicuramente prematuro fare dei nomi ma rumors accreditati vogliono che l’uomo su cui punta il centrosinistra teramano sia Claudio Ruffini, attualmente capo di gabinetto del governatore Luciano D’Alfonso. Una figura che sulla carta non ha problemi di compatibilità con lo statuto della Fondazione, che prevede che nel cda siedano persone che non abbiano avuto incarichi politici nell’anno precedente. Ruffini è stato consigliere regionale fino a maggio 2014 (il ruolo di capo di gabinetto non è assimilabile a quello di amministratore), dunque problemi non ce ne sono visto che il prossimo cda dovrebbe ricostituirsi ad aprile del 2017, dopo la votazione del terzo bilancio di esercizio. Resta da capire se anche per Ruffini possano sorgere i problemi di inconferibilità previsti dalla legge Severino, già sventolati dai contrari alla nomina di Manola Di Pasquale alla presidenza del cda dell’Istituto zooprofilattico.
Per restare nell’alveo delle nomination, un altro nome spunta in quota al centrodestra per l’aggiudicazione di un posto in cda. È quello di Giandonato Morra, ex assessore regionale ai trasporti e attuale coordinatore regionale di Fratelli d’Italia-An, per il quale vale lo stesso discorso di Ruffini. Anche Morra, alla scadenza del cda, non presenterà problemi di incompatibilità visto che ha concluso il suo mandato alle regionali del 2014. Questo potrebbe anche far tornare il paio con la crisi di maggioranza aperta dai suoi consiglieri, Sbraccia e Micheli. I maligni sostengono infatti che un accordo sul cda della Fondazione potrebbe immediatamente far ricompattare i due fuoriusciti alla maggioranza del sindaco Brucchi da cui Fdi-An ha sancito lo strappo. Attualmente oltre al vicepresidente De Nardis in cda siedono l'avvocato Raffaele Marinucci,ex assessore di Nereto, il medico di Atri Marino Iommarini e l'assicuratore di Roseto Alessandro D’Ilario .
Marianna De Troia
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