Fondazione Tercas, via alla corsa per le nomine

9 Settembre 2015

Da rinnovare il presidente e sei membri del consiglio di indirizzo. Al posto di Nuzzo favorita la commercialista teramana Salvatore. Polemica sui nomi della Provincia

TERAMO. Con il crac della Banca Tercas, e il conseguente azzeramento del capitale sociale, la Fondazione Tercas ha visto andare in fumo quasi 70 milioni. Tanto valeva il 65% delle azioni della banca che la Fondazione deteneva come socio di maggioranza. Un colpo durissimo, ma non mortale: dei 170 milioni di patrimonio precedente al crac della banca, l’ente presieduto da Mario Nuzzo ne conserva oltre 100, una solida base per finanziare le proprie attività istituzionali sul territorio, dalla conservazione dei beni culturali al teatro, dalla ricerca scientifica alla beneficenza. Basterebbero questi pochi numeri per spiegare le grandi manovre che stanno animando il mondo politico e le istituzioni locali per le prossime scadenze che riguardano il governo della fondazione: la sostituzione di Nuzzo alla presidenza e il rinnovo di sette decimi del consiglio di indirizzo, l’organo statutario all’interno del quale viene nominato il presidente.

Nuzzo, che per statuto deve farsi da parte, ha già un nuovo incarico: dal 13 luglio scorso è vice presidente della Cassa depositi e prestiti (il cui capitale è detenuto per il 18% dale fondazioni bancarie, ivi compresa la Fondazione Tercas), di cui era consigliere di amministrazione già da alcuni anni. Un approdo quasi scontati, quindi, ma chi lo sostituirà alla guida dell’ente che ha sede del medievale Palazzo dei Melatini a Teramo? Il nome più accreditato è quello di una donna: la teramana Enrica Salvatore, già componente del consiglio di amministrazione della Fondazione dal 2007 al 2013 e nell’ultimo anno anche vice presidente. Quello di Salvatore – commercialista e docente di materie economiche all’istituto Pascal – non è un nome immediatamente riconducibile al mondo politico, ma avrebbe il placet sia del centrodestra che del centrosinistra per le qualità dimostrate te durante la sua permanenza nel consiglio di amministrazione e, da ultimo, alla vice presidenza. Qualità apprezzate soprattutto da Nuzzo, che l’ha avuta al suo fianco e che sarebbe il principale sponsor per la sua nomina al vertice della Fondazione.

Nel consiglio di indirizzo sono in scadenza sette componenti su dieci, tra cui lo stesso Nuzzo. Per la loro nomina la Fondazione attende le terne da parte degli enti interessati; Comune di Teramo, camera di commercio, università e Provicia. Per adesso solo la Provincia, tramite un decreto firmato ieri dal presidente Renzo Di Sabatino, ha ufficializzato i nomi. Son quelli di Tiziana Di Sante (imprenditrice, figlia del presidente della camera di commercio Giandomenico), del commercialista Stefano Gennarelli e dell’avvocato Giovanni Melchiorre. Non compare il nome del docente Attilio Danese, consigliere uscente in rappresentanza della Provincia, mancanza di cui si lamentarsi il parlamentare del Ncd Paolo Tancredi. Danese, tuttavia, potrebbe rientrare tramite la cooptazione dello stesso consiglio di indirizzo. Il Comune di Teramo pare voglia puntare sull’imprenditore edile Raffaele Falone, ma stando alle indiscrezioni, nella terna potrebbe anche esserci Agostino Ballone o la figlia Antonella, titolari dell’azienda di trasporti Baltour. L’università non ha ancora formalizzato la terna, ma sembra scontato che nella terna ci sia la riconferma della professoressa Maria Vittoria Cozzi.

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