Fonderia Veco in vendita a sette milioni

Martinsicuro, nella ricerca di acquirenti sarà coinvolto anche il Governo. Cassa integrazione fino a giugno per i 53 lavoratori
MARTINSICURO. La fonderia Veco di Martinsicuro in vendita a poco meno di sette milioni di euro. Il curatore fallimentare ha presentato il piano di liquidazione e sta preparando il bando per cercare possibili acquirenti. La notizia è uscita fuori ieri mattina, durante la prima riunione del tavolo di crisi per l’azienda truentina fallita un anno fa, alla presenza dei sindacati, dell’assessore regionale al lavoro Pietro Quaresimale, del sindaco Massimo Vagoni e, appunto, del curatore fallimentare Massimo Mancinelli.
Non sarà facile venderla. Anche per questo il prezzo è già al ribasso: il valore stimato dell’azienda sarebbe infatti di oltre 8milioni di euro. Inoltre, per trovare acquirenti, ma anche per prorogare gli ammortizzatori sociali, sarà coinvolto il Governo nazionale. «Il nodo principale da sciogliere», ha commentato Quaresimale, «riguarda proprio la riconversione del sito produttivo, che potrebbe appesantire economicamente i costi di entrata di un nuovo acquirente, tenendo conto che l’obiettivo principale è mantenere gli attuali livelli occupazionali. Il sito, come ha detto il curatore fallimentare, è stato messo in sicurezza e questo è un punto di vantaggio, ma è anche vero che i campi di indagine nel settore del metalmeccanico di aziende disposte ad investire non sono molti ampi». «Per questo il coinvolgimento del ministero dello Sviluppo economico potrebbe essere importante per sondare il terreno su Assofond (Associazione italiana fonderia) per la ricerca di interlocutori del settore di portata nazionale e europea». Sempre sulla riconversione, il sindaco di Martinsicuro ha confermato la disponibilità del Comune a qualsiasi operazione di riconversione, mentre i sindacati hanno ribadito la necessità di una cessione che rimanga nel campo del metalmeccanico leggero, anche per non perdere il patrimonio di professionalità accumulato in tutti questi anni dai lavoratori. I sindacati hanno anche chiesto l’unificazione dei tavoli per la Veco di Martinsicuro e per la Atr di Colonnella, entrambe fallite, entrambe con un possibile futuro nel settore dell’automotive.
Sul fronte degli ammortizzatori sociali, invece, la curatela fallimentare ha fatto sapere che grazie alla cassa Covid i 53 lavoratori rimasti avranno tutela salariale fino ad aprile, con possibilità di ulteriore allungamento a fine giugno. Si sono quindi guadagnati sei mesi, visto che il termine della cassa integrazione per cessazione era prevista per gennaio 2021, a un anno dalla dichiarazione del fallimento. Positivo, per questo, il giudizio delle sigle sindacali. Bisogna però trovare una soluzione per il futuro, al di là della possibile vendita. Anche per questo si prenderanno contatti con il ministero del Lavoro per capire l'interpretazione della norma in merito a cessazioni di attività aziendali.
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