Fondi della Regione per mettere ascensori nelle case Ater: è un aiuto per Liliana

18 Settembre 2014

Qualcosa si muove in Regione sull’abbattimento delle barriere architettoniche e c’è chi pensa subito a Liliana Paolizzi (nella foto), la donna malata di Sla e prigioniera in casa da due anni al 4°...

Qualcosa si muove in Regione sull’abbattimento delle barriere architettoniche e c’è chi pensa subito a Liliana Paolizzi (nella foto), la donna malata di Sla e prigioniera in casa da due anni al 4° piano di una palazzina Ater a Colleatterrato, dopo l’annuncio comparso due giorni fa sul profilo Facebook di Marinella Slocco, l’assessore regionale alle politiche sociali. «In Giunta abbiamo appena approvato una delibera che destina tramite bando un milione di euro per i disabili», si legge nella nota, «che devono abbattere barriere architettoniche nelle loro case e un milione di euro alle cinque Ater per fare la stessa cosa negli edifici di edilizia pubblica». Il marito di Liliana, Tonino Serafini, che da tempo si batte perché venga installato un ascensore nel palazzo dove oltre a sua moglie vivono altri due disabili, ha commentato in maniera positiva la notizia, ma non si fa illusioni. «Apprezzo quello che ha fatto il governatore, ma se entro fine mese non iniziano i lavori», ha spiegato l’uomo, «procederò con lo sciopero della fame e della sete. Alle dichiarazioni e agli annunci non credo più». La protesta, annunciata il 25 agosto, prevede che Tonino, con altre persone riunitesi nel comitato “Ora basta”, si leghi davanti alla prefettura di Teramo e rimanga lì per 48 ore, senza bere né mangiare. Passati due giorni, l’uomo farà tutto quanto in suo potere perché Liliana non riceva più cure, impedendo a chiunque di entrare in casa. «Avevamo ricevuto la stessa promessa da Gianni Chiodi e dall'assessore al sociale Paolo Gatti», ha scritto sul sito “I due punti” il blogger Giancarlo Falconi, che dall’inizio ha affiancato Tonino nella sua battaglia, «noi del comitato “Ora Basta” continueremo a vigilare, ma ieri, per la prima volta in 20 mesi, è stata una liberazione». (c.d.g.)