Forno bloccato e wi-fi staccato alla moglie

22 Dicembre 2023

A giudizio per maltrattamenti, i fatti dopo la scoperta di una relazione extraconiugale dell’uomo

TERAMO. Consumi di acqua e corrente elettrica limitati, forno bloccato e manopole dei fornelli rimossi per impedire l’uso della cucina, wi-fi staccato per vietare l’utilizzo della rete internet: c’è di tutto nell’elenco dei presunti maltrattamenti psicologici nei confronti della moglie per cui un professionista teramano di 48 anni è stato rinviato a giudizio dal giudice Lorenzo Prudenzano.
Maltrattamenti che sarebbero iniziati dopo che la donna, attraverso un investigatore privato, avrebbe scoperto una relazione extraconiugale dell’uomo.
Il rinvio a giudizio è stato disposto nella stessa udienza in cui il giudice ha rigettato la proposta di patteggiamento a un anno e 8 mesi presentata dall’uomo. La moglie e la figlia di quest’ultima (avuta da un precedente matrimonio) si sono costituite parte civile assistite dagli avvocati Monica Pasamonti e Paola Petrella.I fatti, secondo la ricostruzione della Pubblica Accusa (titolare del fascicolo Silvia Scamurra), sarebbero iniziati nel 2022 e si sarebbero protratti fino al 2023. Tutto sarebbe partito dopo che la donna avrebbe scoperto, su indicazione di un investigatore privato da lei chiamato, una relazione extraconiugale del marito. A questo punto, sempre secondo l’accusa, lui avrebbe cominciato a maltrattare psicologicamente lei e la figlia maggiorenne avuta da un precedente matrimonio. Maltrattamenti psicologici che nel caso della figlia avrebbero visto l’uomo anche chiudere a chiave la camera della ragazza per impedirle di entrare. «Non perdendo occasione», si legge nel capo d’imputazione, « per umiliare la compagna (incurante della presenza di sua figlia), dicendole continuamente – anche gridando o assumendo contegni fisicamente minacciosi (avvicinandosi a lei come per aggredirla, sbattendo le mani sul tavolo o alzando le mani come per picchiarla) – che non valeva niente, che non era riuscita a dargli un figlio, che era una mantenuta benchè la donna avesse una sua autonomia economica, reagendo con aggressività a qualsiasi contestazione per prevaricarla e ridurla al silenzio».(d.p.)
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