Forum Gran Sasso, 400 relatori e 15 rettori degli atenei africani

28 Settembre 2021

Previsti gli interventi del ministro dell’istruzione Bianchi e del segretario di Stato vaticano Parolin L’evento inserito tra quelli speciali in programma per il G20, tutti gli incontri si svolgono in presenza 

TERAMO. Quattrocento relatori, 22 sessioni e il ritorno in presenza, con la partecipazione di oltre 15 rettori delle università africane, della Conferenza per un partenariato accademico euro-africano. Sono i numeri straordinari del IV Forum internazionale del Gran Sasso, organizzato dalla diocesi di Teramo-Atri e dall'università di Teramo in collaborazione con il ministero dell’Università e Ricerca, il ministero degli Affari esteri e Cooperazione internazionale, la Commissione europea, il Centro internazionale di studi per la conservazione e il restauro dei beni culturali e Unidroit e che si svolgerà nel campus universitario di Colleparco da giovedì a sabato.
Un appuntamento d'eccezione, inserito tra gli eventi speciali della presidenza italiana del G20, e che vedrà la presenza, tra i vari relatori di respiro nazionale e internazionale, del segretario di Stato vaticano Pietro Parolin, del ministro dell'istruzione Patrizio Bianchi, del ministro dell'università Maria Cristina Messa che invierà un videomessaggio, del presidente emerito della Corte costituzionale Cesare Mirabelli, del presidente della Pontificia accademia delle Scienze Stefano Zamagni, del direttore della rappresentanza in Italia della Commissione Europea Antonio Parenti. Il forum, il cui programma è stato presentato ufficialmente ieri mattina, si svilupperà intorno al tema "Allargare gli orizzonti della carità per una nuova progettualità sociale", con l'obiettivo di promuovere la collaborazione tra le varie forme di carità, quella intellettuale, quella samaritana e quella politica, per non lasciare indietro nessuno. «Allargare gli orizzonti della carità significa che tutti, qualunque sia la propria competenza o ambito d'impegno, sono chiamati a rivedere la propria presenza in una prospettiva completamente nuova», ha sottolineato il vescovo Lorenzo Leuzzi, « perché noi siamo in un cambiamento d'epoca e questo cambiamento d'epoca impone una riflessione nuova che papa Francesco, nell'enciclica Fratelli tutti, chiama di prossimità. Sono contento che il tema del Forum possa avere una dimensione internazionale tanto da essere inserito tra gli eventi speciali del G20. Si tratta di una grande occasione per camminare tutti insieme verso una nuova progettualità sociale».
A illustrare contenuti e numeri del forum, che venerdì ospiterà anche la Terza conferenza per un partenariato accademico Euro-Africano, il rettore Dino Mastrocola. «Per l'inaugurazione, il pomeriggio del 30, abbiamo l'aula magna già piena nella sua capienza», ha sottolineato Mastrocola, « e venerdì ci saranno 22 sessioni parallele, che interesseranno tutte le discipline, che impegneranno l'intero polo Spaventa. Quest'anno, inoltre, ci sarà una novità che rimarcherà l'interdisciplinarietà del Forum. Nel pomeriggio del 1° ottobre, infatti, tutte le sessioni si riuniranno per una lettura plenaria di conclusione a cura di Ivano Dionigi. Un fatto concreto ma anche simbolico, che mira a riunire del punto di vista culturale tutte le esperienze».
©RIPRODUZIONE RISERVATA