Fracassa: «Niente fondi alle ricostruzioni avviate»

3 Ottobre 2018

Il consigliere accusa l’Usr per il mancato pagamento dei lavori alle imprese «Delle 20 pratiche concluse, una riguarda una casa di campagna non prioritaria»

TERAMO. «L’ufficio speciale per la ricostruzione non paga gli stati di avanzamento dei pochi lavori avviati». È un’accusa pesante quella mossa dal consigliere comunale di Futuro in Franco Fracassa all’Usr. Il rappresentante dell’opposizione, tra i più critici contestatori dell’operato dell’ufficio guidato da Marcello D’Alberto, segnala l’ennesimo problema questa volta legato all’erogazione dei fondi alle imprese impegnate in attività ricostruttive post terremoto di edifici privati.
«C’è un’azienda che ha giù anticipato spese di 1,5 milioni di euro per la realizzazione dei lavori», afferma, «e non ha ancora ricevuto un centesimo dei finanziamenti previsti». La normativa, secondo l’ex assessore oggi all’opposizione, prevede che una volta approvato il progetto di ricostruzione l’ufficio speciale liquidi alla ditta incaricata una sorta di acconto. «A questo deve seguire la liquidazione degli stati di avanzamento lavori, i cosiddetti Sal», spiega Fracassa, «ma finora non è avvenuto». Il paradosso evidenziato dal consigliere è che le pratiche chiuse sono appena venti. «Pochissime», osserva come ha già fatto in passato, «e di queste non è stato neppure avviato il pagamento regolare dei lavori avviati». La mancata liquidazione dei Sal crea enormi difficoltà alle imprese, con il rischio denunciato da Fracassa di rallentare ancora di più i già elefantiaci tempi della ricostruzione nel cratere teramano. Le anomalie evidenziate dall’esponente di centrodestra, comunque, sono anche altre. «Delle venti pratiche concluse», denuncia, «una riguarda una seconda casa, un’abitazione in campagna che viene poco utilizzata». Il fatto che sia stata conclusa la procedura su questo immobile, fa rilevare l’ex assessore, contraddice le disposizioni governative secondo cui bisogna dare priorità alla ricostruzione leggera. «La norma favorisce il recupero degli edifici classificati B, con danni lievi», tiene a precisare Fracassa, «per sgravare il costo dei contributi di autonoma sistemazione e per l’accoglienza in albergo». Ogni mese il Comune sborsa 2,5 milioni per l’assistenza agli sfollati e secondo Fracassa la spesa resterà a livelli altissimi ancora per anni, se l’ufficio speciale non cambierà passo. L’assessore chiede lumi anche su una recente affermazione di D’Alberto, che ha annunciato la conclusione della pratica di abbattimento e ricostruzione di una palazzina in via Pigliacelli. «Si tratta di un edificio classificato E», afferma, «per cui anche in questo caso non sono state rispettate le indicazioni sulla necessità di concentrarsi sulla ricostruzione leggera». (g.d.m.)
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