Frana al santuario: servono pali d’acciaio per salvare la fonte

Una ditta dovrà mettere in sicurezza la struttura, solo dopo potrà arrivare l’ok a riaprire i rubinetti dell’acqua benedetta
GIULIANOVA. Ancora un ritardo per il ripristino dell’erogazione dell’acqua “benedetta” del santuario della Madonna dello Splendore. La causa è legata al lento smottamento del terreno che, se non bloccato, potrebbe procurare danni irreversibili all’intero complesso del giardino che ospita le fontane e la vasca. Dell’esecuzione dei lavori si sta interessando la ditta dell’imprenditore di Tortoreto Fabrizio Saporosi, che si avvarrà della collaborazione di un’impresa edile locale. L’intervento consisterebbe nel fissaggio di sei pali d’acciaio tra loro collegati su una base di cemento armato posizionata a circa mezzo metro di profondità. La struttura avrebbe la funzione di frenare il movimento del terreno e di attutire il peso di una rimessa sovrastante, dove sono disposti i serbatoi dell’acqua per il trattamento con l’ozono che serve a renderla potabile.
È stata questa l’unica soluzione trovata dai tecnici incaricati dai frati cappuccini per risolvere l’annoso problema che ha determinato un danno per il santuario. Infatti, da quando è sorta la questione delle tracce d’inquinamento nelle fontane, il flusso dei pellegrini è notevolmente diminuito. Ma pare che ormai la soluzione sia ormai vicina. Saporosi dice: «Una volta eseguiti i lavori di messa in sicurezza occorreranno almeno altri due mesi prima di poter riaprire i rubinetti al pubblico. Ci sono adempimenti burocratici che dobbiamo osservare in maniera puntuale». Dovrà essere esibita alla Asl una serie di analisi comprovanti l’efficacia dell’impianto per il trattamento delle acque con ozono. Probabilmente ci sarà anche un sopralluogo congiunto Arta-Asl e quindi, se è tutto in regola, arriverà la sospirata autorizzazione alla distribuzione dell’acqua.
La controversa storia delle fontane del santuario ha preso avvio durante la reggenza di padre Simone Calvarese che subito si adoperò per ristabilire la normalità a seguito di quanto disposto a suo tempo dalla Asl. L’allora priore fu appoggiato dai fedeli anche con offerte per finanziare le opere necessarie. Si rese disponibile l’imprenditore Saporosi, che ha compiuto un lungo percorso anche sotto il rettore padre Carmine Cucinelli. Ma ogni volta, al momento della ripartenza, compare un nuovo ostacolo. Questo della frana, forse, sarà l’ultimo.
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