Frana Casoli, un anno dopo è tutto fermo

3 Febbraio 2018

Atri, i lavori non sono iniziati e le 15 famiglie sfollate restano fuori casa. Il sindaco: «La messa in sicurezza resta al palo»

ATRI. Disperazione, rabbia e delusione tra le famiglie di Casoli di Atri sgomberate dopo la frana. Esattamente un anno fa, infatti, furono più di 15 le famiglie residenti in due palazzine e case singole costrette a lasciare gli alloggi a causa di quella frana con numeri da paura: un’ apertura del terreno lunga circa 250 metri, un’ ampiezza di quasi 80 metri e una profondità di circa 8 .
Da quella data sul luogo del crollo si sono avvicendati tecnici, politici e amministratori di vari livelli, ma al momento la soluzione definitiva del problema è ancora molto lontana. A richiamare l’attenzione è l’assessore comunale alla cultura Domenico Felicione che vive proprio a Casoli e che, unitamente al sindaco Gabriele Astolfi e all’amministrazione tutta chiede, proprio in occasione del primo anniversario, interventi urgenti e risolutivi per permettere alle famiglie, in molti casi con anziani a carico, il rientro nelle proprie abitazioni. «In questo anno sono arrivati nomi altisonanti e importanti anche di livello nazionale ma nulla è stato ancora fatto» dice sconsolato. La carrellata di visite alla frana elencata dall’assessore è lunga: a Casoli si sono susseguiti il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale con delega alla protezione civile, Mario Mazzocca, l’allora capo della Protezione civile nazionale Fabrizio Curcio, Sandro Moretti del dipartimento di scienze della Terra dell’università di Firenze, i referenti della protezione civile regionale e nazionale attualmente coordinati rispettivamente da Antonio Iovino e Paolo Marzan, oltre al consulente della Protezione civile regionale Nicola Sciarra dell’università di Chieti-Pescara e i tecnici incaricati dal Comune di Atri: il geologo Angelo Iezzi e l’ingegner Pierantonio Cascioli. Altri sopralluoghi sono stati fatti dall’ingegner Giancarlo Misantoni del Genio Civile di Teramo. Infine il presidente della Regione Luciano D’Alfonso ed il consigliere regionale Luciano Monticelli. «Dopo tutto questo andirivieni», conclude Felicione, «le famiglie attendono ancora». Il primo cittadino Gabriele Astolfi punta il dito: «Alla presenza di tutti gli attori interessati sono stati visionati i progetti predisposti dai tecnici ed è stato stilato un primo piano di interventi che prevede la messa in sicurezza del tratto di strada provinciale 27. I fondi di cui si era parlato ammontavano a una prima trance di 850 mila euro, previsti dalla Regione Abruzzo, mentre altre risorse sarebbero dovuti arrivare dalla Protezione civile, dalla finanziaria della Regione e dalla Provincia, per un totale di 4 milioni di euro. A distanza di un anno dobbiamo purtroppo tornare a parlarne perché nulla è stato fatto e le famiglie sono ancora in attesa di rientrare e attualmente in autonoma sistemazione con grossi costi a carico dello Stato».
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