Frana di Borrano, gli abitanti: «Lo Stato non ci ha lasciati soli»

Tra i residenti c’è tristezza per l’esito negativo dei sondaggi sul fenomeno di dissesto ma non rabbia: «Ora siamo nel cratere e saremo aiutati, la triste esperienza di Ponzano è servita a salvaguardarci»
CVITELLA DEL TRONTO. Per gli abitanti di Borrano è stato sicuramente un pugno allo stomaco aver appreso giovedì che, come è accaduto alla vicina Ponzano, anche il loro paese è colpito da un fenomeno di dissesto idrogeologico che non può essere fermato con opere strutturali, ma impone di trasferire altrove almeno parte della popolazione. Del resto, l’amministrazione comunale di Civitella non aveva taciuto il problema quando nello scorso febbraio comunicò ai borranesi che a seguito del monitoraggio avviato dalla Protezione civile, e affidato a professionisti e tecnici dell’Università di Chieti-Pescara e dell’ufficio ricostruzione, una delle ipotesi era appunto la delocalizzazione. L’esito delle osservazioni condotte attraverso il geosondaggio ha dato l’esito che si temeva: consolidare il versante viene ritenuto impossibile, o antieconomico, e all’orizzonte c’è lo sgombero di parte delle abitazioni. Tuttavia quanto deciso giovedì nella cabina di coordinamento del sisma, ovvero il riconoscimento del nesso causale tra il terremoto del 2016-17 e il movimento franoso di Borrano, fa sentire gli abitanti garantiti e protetti. L’inserimento della frazione civitellese nel cratere del sisma, di fatto, fa scattare le procedure che – come è avvenuto per Ponzano – permetteranno di attivare tutte le iniziative utili a garantire prima interventi economici a sostegno dei cittadini in caso di sgombero delle loro abitazioni e in seguito la ricostruzione delle case (o, per chi scegliesse questa soluzione, l’acquisto di un alloggio di valore equivalente a quello lasciato).
«Ci hanno detto quello che temevamo», afferma Sara Valeri, una dei circa 120 abitanti di Borrano, «per mesi siamo rimasti in attesa di conoscere l’esito dei sondaggi. Però non ci sentiamo soli. Sappiamo che amministrazione comunale, Protezione civile e Ufficio speciale della ricostruzione sono con noi, che le procedure da seguire sono chiare e, rispetto agli amici di Ponzano, partiamo avvantaggiati con un quadro chiaro. La loro triste esperienza, risolta con la delocalizzazione, è servita a salvaguardare noi. Le nostre case al momento sono salde e quanto al futuro, pur nella comprensibile preoccupazione collettiva, specie per la popolazione più anziana, ci sentiamo garantiti». Insomma, da Borrano arrivano segnali distensivi da parte di una piccola realtà che, pur sapendo di dover affrontare una gravissima calamità, adesso sa che non verrà lasciata sola dallo Stato.
È chiaro l’iter che sarà seguito. Quando – a quanto pare entro fine mese – verrà rimesso dagli esperti lo studio sul fenomeno franoso di Borrano, la Protezione civile avvierà le procedure di perimetrazione delle aree soggette a smottamento. Sulla base di tale perimetrazione il Comune di Civitella ordinerà lo sgombero delle case che è impossibile salvare. Scatteranno così il contributo per l’autonoma sistemazione, i fondi per l’acquisizione delle aree in cui realizzare il nuovo abitato (è stato chiesto dal Comune, per questo fine, di avere un anticipo del 30 per cento del valore del terreno) e, ovviamente, le risorse per progettare e ricostruire le case.
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