Frana di Casoli, la rabbia degli sgomberati

5 Febbraio 2018

«Da un anno costretti a vivere altrove e non sappiamo quando potremo tornare nelle nostre case»

ATRI. «Rivogliamo le nostre case».Ieri mattina in via Piana 32 a Casoli di Atri, nel luogo dove un anno fa una frana rese inagibili diverse abitazioni, si sono ritrovati una trentina di proprietari costretti ad abbandonare tutti i propri beni. Hanno voluto alzare la voce e protestare contro le lungaggini degli interventi promessi dalla Regione. Francesco Di Michele, mentre mostra le vettovaglie lasciate nel suo appartamento prima di scappare, dice: «Io e la mia famiglia non sappiamo quando torneremo, vedere la mia casa in bilico è una sofferenza grande».
L’avvocato Wania Della Vigna, che rappresenta le famiglie evacuate, afferma: «Abbiamo avuto la collaborazione iniziale del Comune di Atri, ora però ci stiamo rendendo conto che siamo senza sbocchi. Ci sono proprietari che stanno pagando ancora i mutui senza la possibilità di godere del loro bene, molte delle unità sgomberate sono prime case, speriamo che le visite ed i sopralluoghi dei politici non si trasformino ancora in mere passerelle mediatiche. Ci sono bambini», conclude Della Vigna, «strappati dal loro clima famigliare e costretti in una camera d’albergo. Occorrono interventi pubblici e se le cose non cambieranno agiremo anche con dimostrazioni eclatanti».
Fernando Addari, con moglie e due figlie a carico, si fa sentire: «Per i miei figli ci sono stati disagi scolastici e relazionali, perdendo una casa si perdono i contatti che nella vita si sono stretti nel tempo. Se non partono le opere di bonifica noi privati non possiamo iniziare la ricostruzione. La Protezione civile ha in mano tutto». Luigi Sorgentone, mentre mostra le crepe davanti alla sua palazzina, racconta: «Siamo stati sette mesi in un albergo a Pineto, poi tre mesi in affitto, ora sono a Roseto nell’appartamento di proprietà di mia figlia. La casa che abbiamo lasciato l’ho costruita con mio fratello negli anni 80 con tanti sacrifici». Il dramma degli anziani è ancora più forte: una donna di 86 anni, malata, sta soffrendo in una casa a Teramo lontana dalla casa di Casoli abitata per oltre 30 anni. Un’altra cittadina evacuata, Fulvia Croce, dice: «Io e mia figlia abbiamo sofferto moltissimo, ora dobbiamo pagare 350 euro di affitto in un'altra abitazione, c’è un mutuo che stiamo pagando. Oltre il danno anche la beffa. Abito poco distante e ogni giorno vedo la mia casa crollata, è un dolore immenso. vogliamo tornare quanto prima».
Domenico Forcella
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