Frana di Mosciano Gli sgomberati senza più garanzie

21 Gennaio 2015

Lo stato di emergenza è scaduto, appello alla Regione «Aiutateci, presto non potremo pagare più gli affitti»

MOSCIANO. Frana di Mosciano, lo stato di emergenza è scaduto e il comitato di via Pescara chiede l'intervento delle istituzioni affinché sostenga i senzatetto. Lo scorso 18 gennaio è infatti terminato lo stato di emergenza e le sette famiglie coinvolte dall'evento calamitoso (per cinque nuclei è stato necessario lo sgombero) si trovano, ora più che mai, a dover fare i conti con le scarse risorse economiche e la necessità di reperire abitazioni temporanee. Il comitato fa appello soprattutto alla Regione, che dovrà deliberare lo stanziamento di fondi per far fronte alle spese sostenute dai cittadini in occasione della frana, in particolare al governatore Luciano D'Alfonso che per due volte si è recato nella frazione Marina per visionare la situazione (il 3 novembre ed il 1° dicembre 2014, assieme al capo della Protezione civile Franco Gabrielli).

«Vogliamo sapere quali soluzioni sono state prese per i nuclei familiari colpiti dalla frana», si legge in una nota del comitato, «che a seguito dell'inagibilità delle loro abitazioni sono stati costretti a reperire altre abitazioni e a breve non saranno in grado di far fronte al pagamento dei relativi canoni di locazione, perché le loro condizioni socio-economiche, per i bassi redditi che percepiscono (pensioni, lavori saltuari o precari, sui quali grava per alcuni anche il pagamento del mutuo) e il mancato rimborso delle spese sostenute a seguito dello sgombero e al reperimento di altre abitazioni, hanno portato ad azzerare i piccoli risparmi non permettendo loro di far fronte ad ulteriori e gravose spese».

Il comitato, quindi, chiede a gran voce una soluzione certa e concreta alla situazione di Marina di Mosciano, anche in virtù del fatto che, così come confermato da Gabrielli, le case lesionate dalla frana non potranno essere più recuperate e dovranno probabilmente essere localizzate altrove. «Ad oggi ci si chiede quali soluzioni siano state prese per tali abitazioni», continua il comitato, «e per gli immobili parzialmente danneggiati, considerato che lo stato d'emergenza, già prorogato nel mese di luglio 2014, ha anche la finalità di porre in essere studi, progetti, interventi per un ritorno alla normalità dei nuclei familiari oggetto di sgombero».

Sandro Petrongolo

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