Frana sul Lotto zero, la Procura chiede di archiviare l’inchiesta

15 Gennaio 2020

TERAMO. Dopo due anni di accertamenti tecnici la Procura chiede l’archiviazione dell’inchiesta che nel gennaio del 2017 aveva portato al sequestro del muro di contenimento del Lotto zero (nel tratto...

TERAMO. Dopo due anni di accertamenti tecnici la Procura chiede l’archiviazione dell’inchiesta che nel gennaio del 2017 aveva portato al sequestro del muro di contenimento del Lotto zero (nel tratto in direzione Montorio) ceduto sotto i colpi della frana di Mezzanotte. Nel fascicolo aperto dal pm Silvia Scamurra era stato ipotizzato il crollo colposo a carico di ignoti. Obiettivo dell’inchiesta fare chiarezza sulle cause che avevano determinato il grave smottamento nei giorni dell’emergenza neve e terremoto e accertare eventuali responsabilità. Nei giorni successivi alla frana l'autorità giudiziaria aveva autorizzato l'Anas ad effettuare i lavori di messa in sicurezza, a cominciare da quelli che riguardavano le operazioni di drenaggio della collina sottostante il viadotto nel tratto tra lo svincolo di Teramo centro e l'innesto sulla statale 80 alla Cona. I lavori di drenaggio avevano ridotto la pressione, sul viadotto stesso, del movimento franoso che aveva provocato il cedimento di una paratia sequestrata dopo il rapporto rimesso dalla polizia stradale al pm Scamurra. In quei giorni il movimento franoso non aveva riguardato solo la parte a monte del Lotto zero, ma anche quella a valle. Il terreno, infatti, stava cedendo anche al di sotto della galleria San Giuseppe e la scarpata stava scivolando lentamente verso il Tordino. La collina di Mezzanotte in quei giorni aveva dimostrato di essere instabile mettendo in pericolo la tangenziale. Anche di fronte, dall'altra parte del fiume, al di sotto della zona dove si trova il vecchio campo sportivo comunale, erano stati riscontrati evidenti segni di cedimento del terreno. Un movimento franoso per cui, sostiene la Procura nella richiesta di archiviazione, non emergono responsabilità o negligenze. Ora l’ultima parola al gip.(d.p.)
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