Fratelli d’Italia entra in consiglio comunale con Corsi

12 Luglio 2020

MARTINSICURO. Novità nel consiglio comunale di Martinsicuro: il consigliere Massimo Corsi, indipendente, rappresenterà Fratelli d’Italia nell’assise restando all’opposizione. Questo avverrà dal...

MARTINSICURO. Novità nel consiglio comunale di Martinsicuro: il consigliere Massimo Corsi, indipendente, rappresenterà Fratelli d’Italia nell’assise restando all’opposizione. Questo avverrà dal prossimo consiglio, poiché in quello di venerdì sera Corsi era assente per questioni personali. Corsi è stato assessore al turismo durante l’amministrazione retta da Paolo Camaioni e uno dei fondatori del gruppo civico di Città Attiva. Nelle ultime amministrative era stato eletto in Città Attiva, ma al momento di entrare in consiglio aveva scelto di essere indipendente. Poi ha abbandonato il direttivo di Città Attiva e da gennaio è confluito nel partito di Giorgia Meloni. «La formalizzazione in consiglio comunale del consigliere di Fratelli d’Italia», sottolinea il presidente del circolo di Martinsicuro di Fdi, Massimo Clementoni, «è solo un atto dovuto, dopo aver vissuto con Massimo Corsi un percorso nel quale ha dimostrato coerenza politica e appartenenza; difatti lo stesso consigliere, oltre ad essere un nostro tesserato da gennaio, ha sostenuto il nostro movimento alle politiche e alle regionali e contribuito all’elezione del nostro consigliere provinciale Luca Frangioni».
Intanto venerdì sera, a porte chiuse causa Covid, c’è stato il consiglio comunale con in discussione il rendiconto di gestione 2019, approvato con il voto della maggioranza. Il punto è stato criticato, oltre che dalle minoranze, dal consigliere di maggioranza Gabriele De Santis, che comunque lo ha votato. «Troppe spese e spesso esagerate», dice De Santis, «occorre la creazione di un ufficio di controllo che monitori le spese a 360 gradi individuando quelle superflue. Ci sono diverse spese che ritengo inutili e poi non ci sono fondi per la sistemazione delle strade». Secondo l’esponente di maggioranza sono troppi 200mila euro per interessi, 185mila per fiere e rappresentanze, 44mila per spese postali e 41mila per la telefonia. «Il Comune», conclude, «paga anche professionisti per realizzare degli investimenti senza avere alcun resoconto».(s.d.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .