Fratelli d’Italia, lista quasi fatta con prevalenza di nomi nuovi

Verso le regionali: Morra mette dentro due politici esperti (Micheli e Sierri) e tanta società civile con gli avvocati Licursi e Ortelli e l’imprenditore Lanciotti. Da scegliere una donna della Val Vibrata
TERAMO. È praticamente fatta la lista teramana di Fratelli d’Italia per le prossime regionali. Il coordinatore regionale del partito, Giandonato Morra, può comunicare ufficialmente sei nomi su sette e aggiunge: «Manca una persona, una donna dell’area della Val Vibrata. Ho due alternative da valutare, preferisco non rivelare i nomi. In generale», aggiunge Morra, «la nostra è una lista di grande rinnovamento e apertura alla società civile. Una società civile che in Fratelli d’Italia si candida, non si nasconde come accade altrove».
Per Teramo si candidano Raimondo Micheli, ex assessore comunale e provinciale ed ex presidente della Team, che è il più esperto in campo, e Rossella Licursi, avvocato e presidente provinciale dell’Anmic (associazione di volontariato che rappresenta mutilati e invalidi civili); per Giulianova il candidato è Romolo Lanciotti, imprenditore nel settore della distribuzione di bevande; per Roseto c’è Ivano Ortelli, avvocato, attivo nella rappresentanza dei campeggiatori; per Silvi Patrizia Pallini, impiegata (il marito Antonio Gambacorta è presidente del consiglio comunale di Silvi); per l’entroterra c’è Sandro Sierri, ex sindaco di Montefino ed ex presidente della casa di riposo De Benedictis, che oltre a Micheli è l’unico con esperienze politico-amministrative alle spalle.
Sulle ormai prossime elezioni del 10 febbraio Morra si dice fiducioso, evidenziando i guai del centrosinistra: «La votazione del bilancio regionale è stata il definitivo sollevarsi di quel velo di omertà che finora aveva accompagnato il fallimento del centrosinistra, che ha pietito il sedicesimo voto in aula per poi votare una finanziaria inutile e dannosa che è la certificazione del fallimento dell’amministrazione D’Alfonso. Legnini? L’estremo tentativo di creare questo surrogato civico in cui basta cambiare una sigla per cambiare la storia delle persone è sotto gli occhi di tutti gli abruzzesi, che non potranno che bocciarlo». (d.v.)
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