Frode informatica, condannato

L’uomo era accusato di riciclaggio, ma i giudici hanno riformato l’imputazione
TERAMO. Era accusato di riciclaggio, ma il tribunale ha riformato il capo d’imputazione condannandolo a quattro mesi (pena sospesa) per concorso in frode informatica. Si è concluso così, in primo grado, il processo a carico del teramano Giorgio Carlucci, 47 anni. Il pm d’udienza aveva chiesto una condanna a 20 mesi. I fatti risalgono al 2009 e nel frattempo – secondo quanto riferito dal difensore dell’imputato, l’avvocato Alessia Iadecola – l’uomo avrebbe provveduto a restituire la somma indebitamente sottratta. Una circostanza confermata documentalmente. L’uomo è finito sotto inchiesta perché si sarebbe auto-inviato sul proprio conto corrente un bonifico di 3315 euro, disponendo l’operazione dal conto corrente di un messinese. Una volta avuta la somma ne avrebbe trasferito una buona parte – per l’esattezza 2928 euro – a un russo tramite il servizio di money transfer della Western Union. Stando alle accuse della procura questa operazione finanziaria sarebbe avvenuta in questo modo: il russo sarebbe un hacker che in qualche modo – forse tramite il cosiddetto “phishing” – avrebbe rubato i codici di accesso al conto corrente del messinese e li avrebbe girati al teramano. Quest’ultimo avrebbe fatto il bonifico on line a proprio favore girando subito dopo gran parte della somma al suo presunto committente russo, trattenendo per sé i 387 euro di differenza. L’inchiesta prese avvio quando il messinese, avvisato da un sms della sua banca, si era accorto che era stato autorizzato un bonifico dal suo conto corrente senza che ne sapesse nulla. L’uomo denunciò la cosa alla magistratura siciliana; poi, una volta accertata la destinazione del bonifico, l’inchiesta passò alla procura teramana. Ieri il tribunale in composizione collegiale(presidente Giovanni Spinosa, a latere Sergio Umbriano e Carla Fazzini) ha riformato l’imputazione e lo ha condannato per concorso in frode informatica.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

