Fuochi d’artificio illegali: trasferta dei pm olandesi

19 Giugno 2024

Vertice con i magistrati teramani che hanno indagato sull’esplosione a Caprafico L’azienda ha sempre sostenuto che si tratta di prodotti non suoi ma contraffatti

TERAMO. L’inchiesta della Procura teramana sui fuochi d’artificio prodotti nella fabbrica di Caprafico, quella in cui un anno fa ci fu l’esplosione con la morte di un dipendente, ha intersecato l’interesse della Procura di Amsterdam che ha aperto una sua indagine su alcuni prodotti pirotecnici, in particolare i famosi Cobra, risultati commercializzati all’estero. Prodotti, ha sempre sostenuto Elio Di Blasio, titolare dell’azienda di Caprafico, che sarebbero frutto di un’attività di contraffazione fatta proprio all’estero ai danni della ditta teramana .
E ieri, proprio nell’ambito dell’indagine dell’autorità giudiziaria olandese, un gruppo di magistrati e rappresentanti della polizia di Amsterdam ha incontrato i magistrati della Procura teramana che si occupano del caso. Dopo i saluti del procuratore Ettore Picardi, le autorità olandesi hanno avuto un lungo vertice con il pm Stefano Giovagnoni e il pm Silvia Scamurra. All’incontro ha partecipato anche Paride Minervini, il consulente balistico incaricato dalla Procura teramana di ricostruire le cause dell’esplosione e di fare altri accertamenti. La riunione tra magistrati e rappresentati delle forze dell’ordine è andata avanti per ore: contenuto ed esito restano avvolti da uno stretto riserbo.
Ad aprile, nel corso di una conferenza stampa, l’imprenditore Elio Di Blasio ha dichiarato: «Noi non abbiamo mai esportato o commercializzati prodotti in Olanda dove girano molti prodotti contraffatti. Nella mia azienda non si produce più niente dall’anno scorso (l’attività è sospesa dopo l’incidente ndr) e nonostante questo ci sono stati ancora sequestri di prodotti contraffatti. Questo dovrebbe portare a una riflessione. Io posso dire che fino a quando nella mia ditta c’è stata la produzione di materiale tutti i pezzi usciti hanno risposto agli standard di sicurezza previsti. Io ho sempre rispettato la legge e le normative del settore. La contraffazione dei prodotti Cobra, di cui su internet, girano vari video, è chiarissima: si tratta di prodotti diversi, con modalità del tutto diverse da quelle seguite nella mia azienda. Da anni personalmente sto portando avanti azioni legali a livello nazionale ed europeo contro la contraffazione dei miei prodotti e per la tutela del marchio comunitario Cobra. La ditta Di Blasio si è più volte costituita come parte lesa in procedimenti di commercio illegale di prodotti contraffatti a marchio Cobra, sporgendo querele ogni qualvolta è venuta a conoscenza dei fatti».
La Procura teramana (titolare del fascicolo il pm Giovagnoni) intanto ha chiesto che sia un processo ad accertare le responsabilità per l’esplosione nella ditta dei fuochi d’artificio in cui l’anno scorso è morto il dipendente Dino Trignani e un altro è rimasto ferito. Lo ha fatto con una richiesta di rinvio a giudizio per Elio Di Blasio e il figlio Massimiliano. Il primo è indagato nella sua veste di titolare della ditta, il secondo nella sua qualità di datore di lavoro di fatto che, secondo la Procura, avrebbe fornito le direttive operative ai dipendenti. In questo caso, sostiene sempre la Procura, due dipendenti, vittima e ferito, che non avrebbero avuto la competenza tecnica e la formazione obbligatoria per svolgere determinati compiti con materiale esplosivo. Ora dovrà decidere il giudice.(d.p.)
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