Furbetti del sisma Altri dieci indagati

Si allarga l’inchiesta: oltre al capoluogo anche Montorio e Isola
TERAMO. I “furbetti” del terremoto sono sempre di più. Quasi a voler sancire, ancora una volta, una sistematica ed illecita elusione delle regole in un sistema che diventa scandalo solo dopo l’inchiesta della magistratura. Nei tempi di una ricostruzione sempre più lenta e difficile, i “furbetti” dell’autonoma sistemazione aumentano e le inchieste si allargano toccando, oltre al capoluogo, anche altri centri danneggiati dal sisma come Montorio e Isola del Gran Sasso. Così altri dieci nomi finiscono nel registro degli indagati per truffa ai danni dello Stato.
L’accusa ipotizzata a loro carico è quella di aver percepito indebitamente i soldi dell’autonoma sistemazione dopo aver presentato false attestazioni. In sintesi avrebbero continuato a vivere nelle case dichiarate inagibili percependo allo stesso tempo i soldi. Il contributo di autonoma sistemazione, il Cas, è una misura destinata alle famiglie e al singolo cittadino la cui abitazione si trova in area in cui è vietato l’accesso (zona rossa), oppure è stata distrutta in tutto o in parte, o è stata sgomberata in seguito alle scosse. Il contributo può raggiungere un massimo di 900 euro mensili. Le inchieste, conseguenza di esposti e accertamenti delle polizie municipali, sono coordinate dal pool di magistrati che il procuratore Antonio Guerriero ha messo a capo di tutto quello che riguarda il terremoto (ne fanno parte i pm Davide Rosati, Luca Sciarretta, Andrea De Feis, Stefano Giovagnoni). E’ evidente, e forse fin troppo scontato, che su questo fronte i fascicoli d’indagine siano destinati a crescere visto anche i numeri degli sfollati. Da un anno a questo parte gli sgomberi nel capoluogo hanno prodotto una schiera di 5040 sfollati tra cui 1023 famiglie che usufruiscono del contributo di autonoma sistemazione per un importo mensile complessivo di 712mila euro. A Montorio gli sfollati sono circa 800, anche a Isola sono centinaia .La chiave di volta investigativa è un metodo ormai collaudato dal sisma dell’Aquila: l’incrocio dei dati che consente di capire se il contributo di autonoma sistemazione debba essere percepito. A Teramo, su questo fronte, è intensa l’attività della polizia municipale che finora ha segnalato all’autorità giudiziaria i componenti di dieci famiglie e al momento ha in corso controlli che riguardano altri 66 nuclei sospettati di percepire indebitamente il Cas.
Nelle prossime settimane,intanto, dovrebbero essere depositate le prime consulenze disposte nell’ambito dell’ inchiesta aperta sui 32 istituti scolastici, a partire dagli asili fino alle superiori, e su cui oggi si staglia anche la recente sentenza della Cassazione. La mole di documenti acquisita nei mesi scorsi è finita nelle mani di un pool di tecnici nominati dai magistrati. Con un obiettivo: accertare che tutte le normative siano state rispettate.
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