Gaia Sabbatini: a Tokyo ho corso con papà e Teramo nel cuore

30 Agosto 2021

La mezzofondista ricorda il padre, storica guida alpina travolta da una valanga sul Gran Sasso: «L’amore per lo sport me lo ha trasmesso lui». Il Comune pronto a premiarla a “Sport sotto le stelle”

TERAMO. La ragazza che correva sempre al parco fluviale ha fermato il tempo nei 1500 femminili di un’Olimpiade. «A Tokyo ho corso con papà nel cuore, lui c’è sempre»: Gaia Sabbatini disegna ricordi nell’aria. Perché la campionessa che incanta, lotta, sfida ti porta subito al cuore di questa storia. Che è quella di una bambina che amava correre e del suo papà innamorato di montagna e sport che portava sempre Gaia e sua sorella Eva sul Gran Sasso. E ora che la piccola è diventata una campionessa da Olimpiade e papà Pino non c’è più – indimenticata guida alpina con scalate in tutto il mondo travolto da una slavina nel 2014 – il rumore delle parole ferma il tempo un’altra volta. «In quei minuti di gara olimpica a Tokyo il mix di emozioni è stato fortissimo», racconta la 22enne mezzofondista che dopo la gara in Diamond League di Losanna nelle prossime ore tornerà a Teramo prima di un meritatissimo periodo di riposo, «il mio papà è sempre con me e sulla quella pista l’ho portato nel cuore». Perché è stato papà Pino a trasmetterle il grande amore per lo sport . Gaia e la sorella non avevano ancora imparato a camminare quando le portava in montagna. Le arrampicate, le sciate, le escursioni sul Gran Sasso sono nel cuore di Gaia. Come la sua Teramo. Perché anche ora che è diventata un’atleta delle Fiamme Azzurre, che si è trasferita a Roma per allenarsi con Andrea Ceccarelli nell’impianto di Castelporziano, non dimentica lo storico campo di atletica della Gammarana, la sua squadra d’origine l’Atletico Gran Sasso con il suo allenatore del tempo Marcello Vicerè, le corse sul parco fluviale e le passeggiate in città. «Teramo è sempre nel mio cuore», continua, «è la città in cui sono cresciuta, in cui vive la mia famiglia, in cui ho cominciato a correre. Tutte le volte che posso ci torno così come farò nelle prossime ore». Con l’amministrazione comunale pronta a premiarla nella nuova edizione di “Sport sotto le stelle”.
L’atleta teramana nella semifinale olimpica di Tokyo del 4 agosto ha conquistato il suo primato personale di 4’02” 25, un risultato cronometrico davvero storico per il mezzofondo italiano. Con questo tempo, infatti, la Sabbatini è andata ad inserirsi al secondo posto assoluto nelle classifiche italiane di tutti i tempi dei 1500 metri. Dopo il 3’58”65 della campionessa olimpica Gabriella Dorio datato 1982 e il 4’02”85 della compianta Paola Pigni realizzato alle Olimpiadi di Monaco 1972 quando la pioniera del mezzofondo azzurro conquistò la medaglia di bronzo. Ora dopo l’impegno di Eugene, negli Usa, e di Losanna sui 1500 del meeting Athletissima, quartultima tappa del massimo circuito della World Athletic (federazione mondiale di atletica leggera), Gaia pensa alla sua prossima Olimpiade, quella del 2024 a Parigi: «Mi aspetta tanto lavoro ma sicuramente il risultato ci sarà». E papà Pino sarà con lei.
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