Galiffi: «L’azienda di cucine non ci ha mai contattato»
MOSCIANO. Il sindaco Giuliano Galiffi replica ad un ex imprenditore del mobile in merito al mancato insediamento sul territorio comunale dello stabilimento di produzione di cucine in corso di...
MOSCIANO. Il sindaco Giuliano Galiffi replica ad un ex imprenditore del mobile in merito al mancato insediamento sul territorio comunale dello stabilimento di produzione di cucine in corso di realizzazione nel territorio di Notaresco al confine con Mosciano. Il primo cittadino in una nota afferma che nel corso del convegno sul lavoro organizzato dalla lista “Mosciano Nostra” nel suo intervento quel cittadino avrebbe «rappresentato situazioni e circostanze basate su dati inesatti. In quella sede ho preferito non replicare, poiché ero in veste di rappresentante istituzionale e non mi è sembrato rispettoso aprire un contraddittorio durante l’iniziativa organizzata da un’altra forza politica che, benché avversaria, doverosamente rispetto». Galiffi precisa che non ci sono mai stati contatti con l’amministrazione comunale da parte del titolare dell’azienda né con eventuali tecnici incaricati. «Se l’imprenditore si fosse rivolto all’amministrazione», dichiara il sindaco, «avrebbe trovato la consueta disponibilità nel fornire tutte le indicazioni utili sulle decine e decine di ettari di terreni ancora insediabili nelle zone produttive esistenti nelle zone ricomprese tra Mosciano Stazione, contrada Ripoli-Santa Maria dell’Arco e Mulinetto». Il sindaco inoltre afferma che le aree urbanizzate nella zona artigianale di Ripoli non sono del tutto esaurite. Al riguardo Galiffi afferma: «È bene precisare che resta sempre auspicabile il recupero del patrimonio edilizio esistente, soprattutto se inutilizzato, poiché consente di preservare zone da insediare contenendo il consumo del suolo». Il sindaco replica anche ad Antonio Forlini, che ha partecipato al convegno come dirigente del Gruppo Amadori, il quale avrebbe sostenuto l’impossibilità di espansione dello stabilimento a causa del monopolio di imprenditori proprietari di terreni in direzione ovest e per la presenza dell’autostrada in direzione opposta. Per Galiffi quanto rappresentato «è da ritenersi errato in quanto a est dell’autostrada esiste la zona industriale di contrada Mulinetto che comprende lotti di terreno insediabili per una superficie di circa 5/6 ettari, di cui oltre la metà già parzialmente urbanizzati. Questi risultano di proprietà del gruppo Amadori e direttamente collegati, mediante sottopassi pedonali e carrabili, all’opificio principale». (al.al.)

