Gallina nera di Atri, c’è il mercato abusivo di uova

31 Marzo 2021

ATRI. Tra le campagne della città ducale si è sviluppato una sorta di mercato nero delle uova della gallina nera atriana, specie protetta la cui origine risale al periodo tra il IV e il VI secolo. Ad...

ATRI. Tra le campagne della città ducale si è sviluppato una sorta di mercato nero delle uova della gallina nera atriana, specie protetta la cui origine risale al periodo tra il IV e il VI secolo. Ad allertare sull’attività fraudolenta a danno dell’autenticità dell’antica ovaiola, famosa per la sua fecondità e che da poco è entrata a far parte del “Registro Anagrafe Regionale della Biodiversità animale”, è il direttore dell’Oasi dei Calanchi Adriano De Ascentiis, che in un post sui social scrive: «Purtroppo continuano ad arrivare informazioni di soggetti che vendono e consegnano uova di presunte galline nere atriane, ma non fanno parte del nostro registro di allevatori che rispettano un preciso disciplinare. Attualmente abbiamo poco più di 250 esemplari sparsi in tutta la regione e abbiamo presentato un progetto al Gal (gruppo di azione locale) che, se approvato, ci permetterà di dare nuovo respiro al recupero della specie, che finora non ha goduto di nessun finanziamento pubblico». De Ascentiis lancia un appello alla collettività: «Vi prego di non cercare questa razza di gallina da amici o parenti perché rischiate di prendere una cantonata, inviate invece una mail a info@riservacalanchidiatri.it per entrare a far parte dei custodi della specie. Ma vi dico già da ora che i tempi di attesa sono lunghissimi».( d.f.)
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