Gara di solidarietà per sfamare le atlete dello Zimbabwe

Coppa Interamnia, arrivano senza soldi e a rifocillarle sono alcune famiglie e un ristoratore. Aiuti anche dall’ateneo
TERAMO. Arrivano a Teramo senza soldi, dicono di essere affamate e scatta in città una gara di solidarietà per rifocillare la delegazione femminile dello Zimbabwe arrivata a Teramo per la Coppa Interamnia. Le ragazze, 36 atlete tra i 16 e i 18 anni, alloggiano nella palestra San Gabriele e dopo alcuni malori che hanno accusato martedì per via dell’indigenza e dello stress fisico post-gara sono state accudite da alcune famiglie teramane e dal titolare di una nota attività del centro cittadino, che hanno cucinato martedì sera fino a mezzanotte e somministrato i pasti all’interno della chiesa del Sacro cuore di via Pannella. La notizia ha fatto il giro della città ed è arrivata con un po’ di ritardo agli organizzatori. Un ritardo dovuto al fatto che la squadra africana, di ritorno in patria dal torneo svedese di Goteborg, ha voluto prolungare il soggiorno sportivo iscrivendosi anche al torneo teramano, ma prenotando il solo soggiorno nelle camerate attrezzate nella Palestra “San Gabriele” e senza dare indicazioni, all’organizzazione dell’Interamnia World Cup, sui pasti da effettuare. Giunte a Teramo, le dirigenti africane hanno dichiarato di non avere le risorse necessarie per i cibi da fornire alle atlete della loro delegazione. Quella della “GHS Harare” è una quelle tante squadre che negli anni hanno affollato il torneo teramano arrivando da paesi poveri, espatriando per la prima volta dalla loro terra, prive di mezzi e un po’ disorientate.
«Normale amministrazione, fino a pochi anni fa», spiegano gli organizzatori della Coppa, «quando la situazione si sarebbe risolta, come accaduto numerose volte, ospitando la squadra africana presso le strutture convenzionate, ristoranti o mense, a spese dell’organizzazione». Il perdurare delle ben note difficoltà economiche in cui versa la manifestazione non ha consentito questa volta di risolvere, con la consueta solidarietà, le emergenze degli atleti dello Zimbabwe. Al rammarico di non essere riusciti a fare fronte a questa situazione, ha fatto tuttavia da contraltare il grande cuore della città e di tutte quelle famiglie che si sono messe all’opera per fare la spesa, cucinare e rifocillare le ragazze.
Il rettore dell’università di Teramo, Luciano D’Amico, si è reso disponibile a offrire un pasto alla delegazione dello Zimbabwe nella mensa dell’ateneo di Coste Sant’Agostino e rendere il più confortevole possibile il soggiorno degli ospiti africani. Una collaborazione nata anche nel solco di un patto stretto tra le due istituzioni, che collaboreranno insieme per progetti comuni di promozione e internazionalizzazione e che è maturata anche con la disponibilità di una nuova sede per la Coppa nei locali del campus di Coste Sant’Agostino. (m.d.t.)
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