Gara in vista per gestire il megaparcheggio

4 Maggio 2016

Ce ne sarà una per tre mesi, poi una seconda per 18. Per ora lo tengono aperto le guardie giurate

TERAMO. Il dado è tratto: la Asl ha deciso la strategia a breve e medio termine per la gestione del megaparcheggio, restituito sabato scorso dalla “Parking piazzale Italia”, l’associazione temporanea d’impresa che l’ha costruito e gestito finora.

Il parcheggio nell’immediato sarà gestito –come già avviene da sabato – dalle guardie giurate che attualmente sono impiegate all’interno della Asl.

Ma intanto, spiega Maurizio Di Giosia, direttore amministrativo della Asl, «l’azienda farà una gara veloce per assegnare la gestione per tre mesi». Questo consentirà di organizzare un secondo bando, sempre “sotto soglia” per affidare la gestione per 18 mesi. Poi si vedrà che fare, pensando anche a trovare dei partner che la struttura magari la finiscano.

In effetti la struttura è solo in parte realizzata. Il megaparcheggio è aperto a metà dal 19 dicembre 2011, quando è stata inaugurata un'ala con 500 dei mille posti previsti. Gli altri servizi previsti, appunto dalla foresteria ai locali commerciali dove sistemare i chioschi, alla cappella non sono stati realizzati.

Intanto, in ogni caso, per ora la sosta è gratuita. La Asl si deve infatti munire di un sofware per la gestione dei macchinari e della biglietteria. «Aggiorneremo il software e nel fine settimana riprenderà la sosta a pagamento», annuncia Di Giosia, «e riprenderemo a fare gli abbonamenti: prevediamo di farne subito ameno per 70-80 posti, in modo da inziare ad abbattere la lista di attesa di dipendenti che lo vogliono sottoscrivere». In effetti le tariffe per il personale Asl sono molto agevolate: circa 15 euro al mese.

Decisa, invece, la sorte dei tre dipendenti della “Parking piazzale Italia”. «Abbiamo disdetto il rapporto di lavoro con tutti», conferma Di Giosia, il quale precisa sono stati disdetti tutti i contratti, tranne le utenze. Questo è un punto piuttosto controverso: la Asl non riconosce una clausola del contratto sottoscritto con l’Ati nel 2007 in cui si parla appunto della possibilità che i dipendenti debbano essere riassorbiti dalla Asl in caso di rescissione del contratto. Una decisione che probabilmente susciterà una reazione.

D’altronde si profila un contenzioso anche con l’Ati, a cominciare dal pagamento della struttura: la “Parking piazzale Italia” chiede una somma vicina alla stima del Ctu, cioè circa 9 milioni di euro, la Asl non è disposta a sborsarne più di 3. (a.f.)

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