Gara Team, il Mote partecipa. Interessati anche grandi gruppi

Ok del ministero alla cassa integrazione per i 46 esuberi Brucchi: bene, ma ora servono i contratti di solidarietà
TERAMO. La nuova gara a doppio oggetto per l’affidamento dei servizi della Team e la scelta del socio privato non è ancora stata pubblicata ma fa gola a molti: in ballo c’è un affidamento del valore di 150 milioni di euro ripartiti in 10 anni. Il presidente del consorzio Montagne Teramane (Mo.Te) Ermanno Ruscitti, dopo che è sfumata la possibilità di acquisire le quote del socio privato ed è svanita l’ipotesi di trasformare la Team in una società a capitale interamente pubblico, ha manifestato apertamente l’intenzione di concorrere alla gara per incrementare il patrimonio della società, ma anche per consolidare a livello territoriale una regia teramana nella gestione dei servizi di igiene urbana. Una garanzia non del tutto scontata nel caso subentrino nuovi privati. E le manifestazioni d’interesse non sembrano mancare visto che in via Delfico si è già fatto avanti per avere informazioni sui bilanci un gruppo del Nord con esperienza nel settore dei rifiuti in Puglia e in altre aree del Meridione. Ma gli occhi sull’appalto sono puntati anche da parte di grandi gruppi industriali che al di là di un ritorno economico dell’appalto, a fronte di una municipalizzata che ha approvato un bilancio in attivo di appena 35mila euro, hanno probabilmente interessi politici di penetrazione sul territorio.
Intanto la buona notizia, annunciata dal sindaco Maurizio Brucchi al termine dell’assemblea dei soci, è che la Team ha chiuso il bilancio 2014 con 35mila 186 euro di utile. Il primo cittadino ha tuttavia chiesto ulteriori sacrifici e contenimento dei costi invitando il cda a tagliare i fitti passivi di alcuni uffici, sulla stessa linea di quanto fatto dal Comune, ma anche a rivedere i costi delle consulenze e prevedere un indennizzo per l’utilizzo della sede di via Delfico da parte della Ecotedi, che si è aggiudicata la commessa di Giulianova. Il sindaco ha riferito che si è convenuto inoltre di fissare una scadenza di tre mesi per la presentazione del piano industriale, ma intanto si è appreso che il nuovo calendario del ‘porta a porta’ entrerà in vigore dal 1° giugno e non dal 18 maggio come inizialmente stabilito.
Nel corso dell’assemblea è infine arrivata una buona notizia per i lavoratori in esubero: il Ministero del lavoro (direzione generale ammortizzatori sociali) ha dato il via libera all’eventuale ricorso alla cassa integrazione straordinaria per un anno. Una soluzione che consentirebbe di scongiurare i 46 licenziamenti, ma che verrà sancita solo dopo il confronto con i sindacati a cui ieri sera è stata prospettata questa strada che permette di mantenere in vita il rapporto di lavoro in attesa che venga esperita la gara per la scelta del nuovo socio privato. Soddisfatto il sindaco, che si era impegnato a sollecitare questo percorso dopo che la vertenza era finita sul tavolo delle relazioni industriali della Provincia per volontà dei sindacati. «Adesso tuttavia è il caso che i dipendenti recepiscano misure di solidarietà aziendale», ha detto il sindaco, «non è più il periodo di vacche grasse. Ho sollecitato il cda a proporre misure di solidarietà che non escludano una riduzione dei compensi per tutti pur di salvare il lavoro di ciascuno».
Marianna De Troia
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