Garrufo, il parroco: sto pensando di celebrare le messe all’aperto

10 Maggio 2020

SANT’OMERO. Dalla Cei alla Curia sono arrivati i fondi per sostenere le parrocchie della provincia di Teramo. Con una lettera inviata ai parroci è stata comunicata l’assegnazione di circa duemila...

SANT’OMERO. Dalla Cei alla Curia sono arrivati i fondi per sostenere le parrocchie della provincia di Teramo. Con una lettera inviata ai parroci è stata comunicata l’assegnazione di circa duemila euro ad ogni parrocchia per tamponare le spese in questi due mesi di chiusura forzata causa Covid 19. Nel frattempo, la stessa diocesi ha trovato la disponibilità di un’impresa di pulizia che per un euro al metro quadrato procederà alla sanificazione degli ambienti ecclesiali. Poco prezzo se si tengono conto delle spese per personale, tasse e prodotti di sanificazione, i cui costi sono aumentati. Ma sono tanti se si pensa che molte chiese parrocchiali sono grandi anche 500 metri quadrati.
Non fa mistero delle difficoltà che dovrà affrontare don Andrea Di Bonaventura, parroco 39enne di Garrufo di Sant’Omero che, conti alla mano, dovrebbe sborsare 500 euro per sanificare ogni volta la chiesa di San Vincenzo Ferreri. Ma il sacerdote di problematiche ne ha diverse. Prima fra tutte il mutuo della nuova chiesa. «La banca ha accolto la richiesta di uno slittamento trimestrale», spiega don Andrea, «ma parliamo di slittamento e non di cancellazione. In questi giorni abbiamo aiutato decine di famiglie ad affrontare l’emergenza economica, con i pacchi alimentari. Abbiamo considerato anche i bisogni di quelle famiglie che hanno i figli a casa e che abbiamo potuto aiutare facendo loro risparmiare parte della spesa quotidiana per una ricarica dell’abbonamento cellulare o per la connessione per consentire ai figli di seguire le lezioni da casa. Nelle condizioni di sofferenza ci sono io ma anche molti miei colleghi parroci, con cui ci siamo confrontati. Non sono state raccolte questue, non sono state benedette le case durante le festività pasquali, però sono arrivate le bollette da pagare. Non ci sono denari e meno ce ne saranno prossimamente, visto che le messe dovranno essere celebrate mantenendo la distanza per cui meno fedeli potranno accedere in chiesa. Francamente», prosegue il parroco di Garrufo, «sto pensando di celebrare messa all’aperto nel piazzale antistante la chiesa. Certo, d’estate farà caldo, magari ne faremo due: una alle 8 e una alle 19 quando il sole tramonta».
Alex De Palo
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