Gas, numero di contatore sbagliato e da tre anni è senza contratto

Per errore è stato fatto un passaggio da Enel Energia ad Eni: ora non è più cliente di nessuno L’associazione Robin Hood: «È grave che l’Autorità non abbia ancora risolto il paradosso»
TERAMO. In un Paese in cui ogni famiglia viene tartassata da call center che offrono contratti per luce, gas, telefonia e altro ancora rimanere senza un’azienda che fornisca il gas a casa è proprio un paradosso.
E’ quanto accaduto al teramano C.M. che, forse caso unico in Italia, non riesce ad avere un fornitore del metano.
Tutto inizia nel 2014: improvvisamente a C.M. non arrivano più le fatture di Enel energia, insospettito si informa al call center e gli viene detto che ha cambiato operatore. Ovviamente lui cade dalle nuvole. Si rivolge così al responsabile della rete, la 2irete gas:qui gli rispondono che non possono dirgli niente perchè il contratto è intestato a un'altra personale. Il suo numero Pdr, cioè l'identificativo della sua utenza è stato dato a un'altra persona, nonostante sia riferito a casa sua. Alla fine, dopo una serie di insistenze, gli dicono che il contratto è intestato a E.R., una donna. «Entrambi, separatamente, si rivolgono a noi», spiega Pasquale Di Ferdinando dell’associazione per la difesa dei consumatori “Robin Hood, «lei aveva chiesto il passaggio con ad Eni e non gliel'avevano fatto, mentre a lui è stato fatto un passaggio non richiesto. Sono vicini di casa e abbiamo scoperto che nella pratica è stata sbagliata l'ultima cifra. Eppure la rete doveva controllare che l'utente della nuova intestazione corrispondesse al numero Pdr».
Per la signora la questione viene risolta: il contratto sul suo contatore viene corretto e inizia a ricevere fatture regolari.
Va peggio a C.M. che comunque da quasi tre anni non riceve fatture. Anzi, ultimamente le fatture di C.M. sono state imputate alla signora, che tramite “Robin Hood” ha detto che non sono di propria competenza. Insomma, C.M. è orfano e non riesce ad avere un fornitore, anche se comunque il gas a casa ce l’ha ma non si sa chi glielo dà. Precedentemente ha fatto ricorso all'Autorità per il gas, l’energia elettrica e il sistema idrico: un ricorso bocciato poi rifatto tramite l’associazione consumatori. «La pratica è stata riaperta e l'Eni», aggiunge Di Ferdinando, «si era impegnata due volte a sistemare l’irregolarità ma non ha fatto niente. Abbiamo segnalato l'inadempienza allo sportello dell'Autorità che ha rimandato tutto alla sede centrale dell’Autorità di Milano che da ottobre deve decidere. Si tratta di un ritardo molto grave: da tre anni l'Autorità pagata fior di soldi dai cittadinini non riesce a risolvere un caso eclatante come questo». C.M. intanto non sa a chi (e quanto) pagare il gas, il timore è che arrivi una stangata. Intanto l’associazione ha chiesto, in base alla documentazione accumulata in questi anni, che venga applicato il prezzo più basso di mercato e la rateizzazione per un tempo pari al mancato invio delle bollette, come per legge. «Per fortuna che ha conservato tutti i documenti, se fosse successo a qualcuno più sprovveduto, ad esempio ad un anziano, gli sarebbe arrivata una batosta alla fine di tutta l’odissea», precisa il responsabile di “Robin Hood”.
L’associazione ha molte pratiche per la fornitura di gas. «In particolare molte riguardano i ricalcoli per gli indennizzi, che vanno alle calende greche», conclude Di Ferdinando, «un nostro assistito è un 88enne: da 6 anni deve avere 2mila euro di rimborso e ha avuto solo un anticipo, ultimamente. Il fatto è che i gestori hanno come arma il fatto che se non paghi ti staccano la fornitura e quindi il cliente è indotto a pagare anche importi superiori aspettando anni i rimborsi».
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