Gasdotto esploso, l’Enel: «Non siamo responsabili»
PINETO. In merito alla chiusura dell’inchiesta sull'esplosione del metanodotto di Pineto, l’Enel precisa che per tutti i propri dipendenti inizialmente coinvolti nelle indagini il pubblico ministero...
PINETO. In merito alla chiusura dell’inchiesta sull'esplosione del metanodotto di Pineto, l’Enel precisa che per tutti i propri dipendenti inizialmente coinvolti nelle indagini il pubblico ministero ha formulato richiesta di archiviazione. «Le indagini», si legge in una nota, «hanno infatti escluso ogni responsabilità a carico dell'azienda». Nei giorni scorsi la Procura ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini stralciando dal fascicolo con i quaranta indagati, soprattutto figure dirigenziali delle varie società, una ventina di nomi per i quali si va verso l'archiviazione. Il magistrato Silvia Scamurra ha confermato le accuse per gli altri. Si tratta di dipendenti di Snam rete gas e Snam spa: a loro il pm contesta l' ipotesi di reato di incendio e crollo colposo e per questi potrebbe profilarsi la richiesta di rinvio a giudizio. Perno fondamentale dell'indagine la consulenza redatta dagli ingegneri Danilo Ranalli e Gianfranco Totani, dell'università dell'Aquila, a cui è toccato il compito di eseguire accertamenti tecnici irripetibili nella vasta area di Pineto che a due anni di distanza dall’esplosione resta ancora sotto sequestro.
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