Gatti: «Non mi candido a sindaco perché il centrodestra non esiste»

L’ex assessore regionale: «Domenica c’è stata la conferma che nell’area ci sono troppi personalismi Io alle comunali starò con chi fa veramente opposizione a D’Alberto, certo non con chi ci fa accordi»
TERAMO. L’elezione del presidente della Provincia spinge Paolo Gatti – uno dei leader politici usciti sconfitti – a dichiarare apertamente che non si candiderà a sindaco di Teramo: la rinuncia era nell’aria da tempo, ora arriva la certezza. Accompagnata da pungenti considerazioni sul centrodestra provinciale, che per il leader di Futuro In ed ex assessore comunale e regionale di fatto non esiste più.
LA PREMESSA. «Per prima cosa», dice Gatti al Centro, «complimenti e auguri di buon lavoro al nuovo presidente della Provincia Camillo D’Angelo, che ha fatto una grande campagna elettorale. Onore delle armi a Massimo Vagnoni: che è una persona seria e corretta ma è stato purtroppo usato, strumentalizzato e infine tradito, non devo dire da chi perché lo sanno tutti. Lo devo dire? Jwan Costantini, è lampante. Mi dispiace per Domenico Piccioni, sostenuto lealmente da me e da altri, che sarebbe stato sicuramente un buon presidente. Per tornare a D'Angelo: una cosa non mi è piaciuta, ha detto che lui spazza via gli ultimi quarant'anni di politica teramana. Non credo si possa riferire a Tommaso Ginoble e Claudio Ruffini che lo hanno sostenuto con forza; e non credo, anche se mi cita, che si possa riferire a me che quarant'anni fa facevo la seconda elementare. Questa uscita non l'ho capita...».
LA STRANA ALLEANZA. Così Gatti sull’eterogeneo schieramento che ha portato D’Angelo alla vittoria: «Qui viene fuori un’alleanza tra 5 Stelle, Italia Viva, Lega e sindaco di Teramo: mi pare un po' singolare. Di certo non è nuova politica, non scherziamo, ma solo un assembramento di potere che produrrà inevitabilmente delle conseguenze. Una la ipotizzo: mi aspetto che adesso questo assembramento produca con coerenza una prosecuzione, ad esempio per il Comune capoluogo, almeno se è una cosa seria e non estemporanea. L'altra conseguenza la rendo certa, cioè che io non mi candiderò a sindaco. La decisione la stavo maturando fin da settembre, allora era prevalentemente per ragioni personali accompagnate da dubbi politici ma adesso è supportata anche da certezze politiche, perché bisogna prendere atto che il centrodestra a Teramo è solo un atteggiamento dello spirito. La Lega, che non a caso a settembre non aveva firmato il documento del tavolo di centrodestra che mi indicava quale candidato, sta con D'Alberto: e deve sapere che in politica gli atti hanno delle conseguenze. Non credo che gli elettori apprezzeranno, con questa Lega non solo io, ma molta gente credo che non vorrà più avere niente a che fare. Noi da quattro anni e mezzo siamo all'opposizione di D'Alberto, ora la Lega che farà? Opposizione nell'ultimo mese? Questa, comunque, non è politica. Devo comprare il libro di Casini "C'era una volta la politica", in effetti è così: c’era una volta, oggi ci sono dei cartelli. Il sindaco di Teramo è la massima espressione di questa ipocrisia: ha fatto un'alleanza con Lega, 5 Stelle e Italia Viva, la forza che ha cacciato dalla sua maggioranza. Anche il nostro progetto era trasversale? Condividere un candidato che andasse bene a tutti aveva un senso politico, questi stanno insieme per la poltrona. La Lega non ha avuto neanche il ritegno di salvaguardare le forme, ha festeggiato con D'Angelo che l'ha anche ringraziata. Si sono alleati anche per far perdere me? Questo non lo so, forse mi danno troppa importanza. Si dice che puntano anche al Ruzzo? Se sono un assembramento di potere serio, ci proveranno: in bocca al lupo...».
VERSO LE COMUNALI. Se gli si chiede dove e con chi starà alle comunali, Gatti risponde: «Sicuramente contro questa amministrazione, che ha fatto molto molto male. Avrò dei compagni di viaggio affidabili e non improvvisati con i quali condivideremo un progetto serio e un candidato autorevole. Di certo la condivisione sarà con chi ha fatto e fa veramente opposizione a D’Alberto, non con chi ci ha fatto accordi». E se gli si chiede se non pensa di aver deluso tutti coloro che a settembre avevano avallato la sua candidatura a sindaco, replica: «No, perché quando uno accetta di candidarsi a sindaco ha la responsabilità di costituire una coalizione seria che possa prima vincere e poi governare. E sul governare avevo e ho molti dubbi. C'è un evidente eccesso di personalismi, e domenica è arrivata la conferma definitiva. Se mi rimprovero qualcosa? Un famoso politico diceva che la politica non si fa né con i sentimenti né con i risentimenti, io l'ho fatta sempre con un eccesso di sentimento e di questo mi devo assumere la responsabilità, il risultato di domenica ha a che fare anche con questo».
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