Gatti presenta domani la sua lista «Antonetti? Scelta di alto profilo»

5 Aprile 2023

Il leader di Futuro In: «Con il candidato sindaco c’è l’alleanza elettorale più larga mai vista in città E in lui i teramani scontenti dell’attuale amministrazione hanno trovato un’alternativa credibile» 

TERAMO. «Quella per Antonetti è la più grande alleanza elettorale che si sia mai vista a Teramo, e questo è un valore». Parole e musica di Paolo Gatti, leader di un’importante frangia civica del centrodestra teramano e convinto sostenitore di Carlo Antonetti nella sfida all’amministrazione uscente. Gatti, tramontata l’ipotesi di una sua candidatura a sindaco, è stato il primo a completare una lista per le comunali 2023, quella del suo gruppo Futuro In, e la presenterà domani mattina alle 11.30 nella sede elettorale di Antonetti. Intanto risponde alle domande del Centro sulla situazione politica cittadina all’avvio della campagna elettorale.
Gatti, sarà pure una coalizione larga ma il ritardo con cui si è formata non è un valore.
Venga tardi e venga bene, siamo riusciti a mettere insieme partiti di centrodestra e liste civiche di area fino ad arrivare ad Azione. Un risultato non facile, direi straordinario. Questo è stato possibile grazie al profilo del candidato.
Ma anche al fatto che il centrodestra non è riuscito a esprimere un candidato proprio...
I partiti in una certa fase non hanno voluto esprimere un loro candidato, poi quando è arrivato Antonetti è stato un nome che ha convinto. Ricordo che il centrodestra a Bologna non avrebbe mai vinto se non avesse appoggiato un certo Giorgio Guazzaloca, civico.
Sarà dura convincere molti elettori di centrodestra a votare Antonetti.
E perché? Questa non è un’alleanza arcobaleno, è un allargamento della coalizione. Non mettiamo etichette che non hanno un significato, siamo un po’ drogati dal fatto che ci sono state le politiche alcuni mesi fa. Qui si deve decidere un sindaco e, da quando c’è l’elezione diretta, sui sindaci si cerca di fare le alleanze più larghe possibili purché abbiano un minimo di coerenza. Nessuno si è scandalizzato che D’Alberto abbia portato dentro la sua maggioranza il gruppo di un ex assessore di centrodestra come Di Dalmazio.
Lei e Tancredi siete stati i registi di questa operazione?
No. Io solo dopo che Antonetti ha dato la disponibilità a candidarsi sono andato su di lui, e a portare il suo nome sul tavolo nazionale del centrodestra è stato Paolo Tancredi. Ma non è questo l’importante, l’importante è che i cittadini ora hanno un’alternativa credibile e sta a loro decidere se l’amministrazione è stata adeguata o vogliono di più. Un dato certo è che c’è una grossa coalizione contro D’Alberto e questo fa pensare che ci sia un certo malcontento per l’operato di chi amministra. Lo slogan di D’Alberto è “Teramo città capoluogo”, ma è vuoto: non siamo capoluogo in niente, né alla pari con gli altri capoluoghi in niente. Questa città può recuperare il ruolo a livello provinciale e regionale che ha indiscutibilmente perso? È questa la domanda. E ne consegue un’altra: è più facile recuperarlo con chi ha già governato in questi cinque anni o con qualcun altro che qualcosa ha dimostrato di saper fare, e di saper stare su alcuni grandi palcoscenici?
Si dice che a Teramo ci sia una grossa difficoltà a fare le liste. È vero?
Da qualche parte c’è, ma io non l’ho avuta. Certo, chi si sveglia adesso qualche problema può trovarlo, ma sono convinto che tutti quelli che sostengono Antonetti costruiranno delle buone liste.
Maria Cristina Marroni sarà l’ago della bilancia?
Le auguriamo di fare un buonissimo risultato e poi, in caso di ballottaggio, ci parleremo per valutare gli aspetti programmatici. Guardiamo con grande rispetto la sua candidatura.
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