Gatti verso il no alla candidatura: a rischio l’unità del centrodestra

La rinuncia dell’ex assessore regionale rinforzerebbe il terzo polo su cui sta lavorando Sottanelli Il parlamentare di Azione incontra Cristina Marroni (Italia Viva) per replicare l’accordo nazionale
TERAMO. L’ex assessore regionale Paolo Gatti va verso la rinuncia alla candidatura a sindaco di Teramo per la coalizione che comprenderebbe i partiti di centrodestra e i gruppi civici ostili all’amministrazione uscente. I rumors della politica danno per imminente l’annuncio con cui Gatti dirà che non ci sono le condizioni per accettare la candidatura per le comunali ormai prossime, e il diretto interessato non nega che sia in atto un suo ripensamento: ma è chiaro che, fin quando questo non avverrà, la si può considerare solo un’ipotesi.
Una cosa appare certa: se l’ipotesi del no di Gatti si trasformasse in realtà, di quel tavolo con 12 sigle messo insieme nei mesi scorsi da Paolo Tancredi con un lavoro certosino – a quanto pare destinato a essere vanificato – non resterebbe molto. L’area di centrodestra e dei civici avversi a D’Alberto si frammenterebbe in almeno due pezzi, probabilmente più di due, perché un nome forte alternativo a Gatti non c’è e perché alcune di quelle forze avevano accettato Gatti solo a patto che si stesse tutti insieme. Si aprirebbe dunque uno scenario politico decisamente diverso, nel quale farebbe irruzione con un ruolo da protagonista Giulio Cesare Sottanelli. Il neo parlamentare, leader regionale di Azione, non ha mai fatto mistero di voler correre alle comunali di Teramo. Il suo “terzo polo”, però, con la disgregazione del tavolo di Tancredi avrebbe una forza di attrazione – e una conseguente potenza di fuoco elettorale – molto maggiore.
È di qualche giorno fa un incontro tra Sottanelli e Maria Cristina Marroni, principale referente di Italia Viva nel capoluogo. È chiaro l’argomento del colloquio: riproporre alle comunali teramane l’accordo nazionale che ha unito Azione e Italia Viva alle recenti politiche. Marroni potrebbe portare con sé nel terzo polo di Sottanelli, che già può contare sull’area civica di Siriano Cordoni, anche il gruppo consiliare “Cittadini in Comune” (Luzii, Di Teodoro e Verzilli), l’area civica di “Teramo 3.0” e quella centrista di Alfonso Di Sabatino Martina. Ma – qui sta il risvolto più intrigante – con Sottanelli potrebbe schierarsi anche Gatti, che è sempre stato di centrodestra ma da tempo non ha a che fare con alcun partito di quest’area, anzi non disdegna di metterle i bastoni tra le ruote come ha fatto in Provincia costituendo una lista trasversale – insieme, guarda un po’, a Sottanelli. Gatti ha già da tempo una lista pronta per le comunali, e visti i (ripetuti) precedenti sarà una lista capace di andare in doppia cifra nelle percentuali del voto. È chiaro dunque che il centrodestra ufficiale, a cominciare dal presidente della Regione Marco Marsilio, cercherà di trattenere Gatti nella sua area politica anche senza la candidatura a sindaco. Le elezioni regionali del ’24 sono l’occasione di offrirgli una succulenta contropartita, ma anche Sottanelli con Azione correrà alle regionali e ha delle carte da giocare con Gatti.
In attesa di capire se l’ex assessore regionale rinuncerà a candidarsi a sindaco e, nel caso, dove si collocherà, i partiti di centrodestra pensano a candidati alternativi: Fratelli d’Italia punterebbe su Pasquale Tiberii, il pezzo di Forza Italia anti-gattiano su Francesca Persia, le varie fazioni della Lega hanno ognuna un candidato pronto. Una frammentazione che non potrà che andare a vantaggio di Gianguido D’Alberto e dei suoi.
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