Gattopardo, il Tar congela le revoche delle licenze

Alba, emessa l’ordinanza che le blocca in attesa dell’udienza di merito di aprile Nel frattempo però potrebbe avvenire lo sfratto della discoteca dall’edificio
ALBA ADRIATICA. I provvedimenti di revoca delle licenze della discoteca “Il Gattopardo” e delle relative licenze di agibilità, disposte nei mesi scorsi dal Comune di Alba Adriatica guidato dal sindaco Antonietta Casciotti, restano sospesi. Con un’ordinanza, il Tar dell’Aquila ha riconfermato quanto già disposto a ottobre per «consentire lo sgombero e il rilascio dei locali entro il 31 dicembre prossimo», è scritto nel provvedimento che fissa l’udienza pubblica il 27 aprile. Dunque, sostanzialmente, il tribunale amministrativo non ha modificato quanto già precedentemente disposto con il provvedimento cautelare attraverso cui è stato consentito alla società che gestisce la discoteca, la Glamour & Co srl, di continuare a svolgere la propria attività di discoteca al chiuso.
In capo alla società dal 3 novembre 2020 pende un provvedimento di sfratto per morosità emesso dal tribunale. Poi, causa Covid, ogni effetto è stato sospeso in forza di un decreto del Governo che interrompe ogni azione di sfratto fino a fine anno. Quindi, nulla cambia rispetto a fine ottobre almeno per la parte pubblica, ossia il Comune di Alba Adriatica, che resisterà nel giudizio di merito facendo valere le proprie ragioni di revoca delle licenze da parte del Suap, sempre che si arrivi alla discussione. Nel frattempo però ogni interesse della parte privata (ossia la società Glamour che gestisce il Gattopardo) e della parte pubblica (ossia il Comune di Alba Adriatica) potrebbe venir meno per l’avvenuto sfratto, sempre che il Governo non disponga ulteriori sospensioni dei provvedimenti esecutivi di sfratto nel Paese. Scrive il Tar nell’ordinanza: «Le valutazioni circa il permanere in esercizio delle attività di discoteca, bar e ristorante all’interno del complesso immobiliare asseritamente privo di conformità antincendio e le eventuali violazioni della normativa anti Covid, assembramenti di persone, eventi tragici vieppiù obiettivamente pericolosi in presenza di un numero elevato di avventori esulano dall’odierno oggetto del giudizio e sono rimesse alle autorità competenti ad autorizzare e vigilare circa il corretto esercizio delle attività predette». Significa che la materia in questo caso diventa civilistica e non più amministrativa coinvolgendo i Chiarugi, proprietari dell’edificio, e la gestione Glamour.
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