Gelo, fame e sangue: il racconto del reduce

8 Novembre 2014

Gli studenti del Pascal incontrano Carlo Vicentini, 97 anni, che partecipò alla Campagna di Russia

TERAMO. Oltre 200 studenti si sono radunati ieri mattina nell’auditorium dell’istituto Pascal di Teramo per ascoltare la testimonianza di Carlo Vicentini, classe 1917, reduce della campagna di Russia. Davanti ad una folta platea di ragazzi, docenti, alpini in congedo e alcune autorità locali, l’ex ufficiale, oggi 97enne, ha raccontato con vividi particolari la sua esperienza nella campagna di Russia a cui prese parte nel 1942, quando partì con il grado di sottotenente nei ranghi del battaglione alpini sciatori "Monte Cervino”, unendosi all’Armir, il corpo di spedizione italiano che era stato inviato sul fronte orientale già nel luglio del 1941 e vi rimase fino a gennaio del 1943.

Su un totale di oltre 200mila uomini, molti appena ventenni, impegnati sul fronte russo tra il 1942 e il 1943, furono circa 95mila i soldati dispersi che non fecero ritorno a casa. I caduti in combattimento furono più di 20mila, ma la maggior parte morì per il freddo e la fame. Tante altre migliaia di soldati furono fatti prigionieri. Dopo la guerra, rientrarono solo in 10mila. Alla domanda di una ragazza che chiede come sia riuscito a sopravvivere alla neve e alla prigionia, Vicentini risponde semplicemente: «Fortuna». Non è solo ironia la sua, come spiega bene raccontando di quando, con una pistola a tamburo puntata contro il petto e una scia di cinque ufficiali decimati prima di lui, si salvò solo perché erano finiti i colpi, dopo essersi rifiutato di cedere il suo cappotto con i gradi ad un altro soldato.

«Non potevo sacrificare un altro per salvarmi», dice Vicentini, scatenando uno scroscio di applausi nell’auditorium, per poi aggiungere: «Mi dispiace fare sempre il protagonista, ma è importante mantenere viva la memoria. Siamo rimasti in pochi ad aver vissuto la guerra di persona, raccontarlo è diverso dal leggerlo su un libro di storia». Alla conferenza – organizzata dal dirigente scolastico Piero Natale in collaborazione con le docenti del dipartimento di lettere dell'istituto "Pascal-Comi” e il Gruppo Alpini di Crognaleto, coordinato da Franco Di Felice, sono intervenuti anche l’assessore comunale Piero Romanelli, il presidente della sezione Abruzzi dell'Ana (Associazione nazionale alpini) Giovanni Natale e il presidente della sezione di Teramo dell’Unione nazionale ufficiali in congedo Gianfranco Di Genova.

Durante l’incontro sono state lette alcune pagine dal libro “Noi soli vivi” scritto dallo stesso Vicentini, dove racconta la ritirata dalla Russia; a questo è seguito un breve dibattito. Quando ormai tutti stavano lasciando l’auditorium, alcuni studenti prima di andare via hanno preso l’iniziativa per fare una foto con l’ex ufficiale, di cui hanno seguito con partecipazione tutta la testimonianza. «È la memoria che ci aiuta a costruire un futuro migliore», ha commentato il dirigente Piero Natale, «con la sua presenza è questo che ci ha regalato oggi il dottor Vicentini».(c.d.g.)

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