«Gestione del verde sbagliata Va affidata a professionisti»

TERAMO. “Chi ha paura dell'albero cattivo? Architetti, Agronomi e Forestali a difesa del patrimonio arboreo delle nostre città”. Comincia così una nota firmata dai presidenti provinciali degli ordini...
TERAMO. “Chi ha paura dell'albero cattivo? Architetti, Agronomi e Forestali a difesa del patrimonio arboreo delle nostre città”. Comincia così una nota firmata dai presidenti provinciali degli ordini professionali dei dottori agronomi e forestali, Meri Serrini, e degli architetti, Raffaele Di Marcello.
«La cronaca degli ultimi giorni», scrivono, «ha riproposto notizie di alberi caduti, con perdite di vite umane, e abbattimenti "per ragioni di sicurezza", di interi filari lungo le nostre strade, non ultimo quello che ha reso la statale 17 dell'altipiano delle Cinque miglia una landa desolata. Alberi pericolosi, scrivono i giornali; alberi difficili da mantenere, sostengono molte amministrazioni. E così si tagliano esemplari sani, solo per paura che possano cedere improvvisamente, o si procede a capitozzature che, a detta di chi li esegue, metterebbero in sicurezza gli esemplari "rinforzandoli". Purtroppo, in Italia, ed anche in provincia di Teramo, la gestione del verde urbano avviene per "sentito dire", affidando la manutenzione del verde a personale non qualificato, privo della necessaria formazione, e non rivolgendosi a tecnici specializzati ed iscritti agli albi professionali come le presenti categorie, che se opportunamente coinvolti, procederebbero a valutazione di stabilità arborea di tutte le piante, selezionando e mettendo in sicurezza gli esemplari malati e/o danneggiati garantendone il loro solo abbattimento e preservando gli esemplari sani e stabili. Anche dove esiste il Regolamento del verde questo viene spesso disatteso, e i piani comunali di gestione del verde sono strumenti sconosciuti alla maggior parte delle Amministrazioni».
I due presidenti sottolineano: «Eppure, in Italia, l'inquinamento atmosferico causa 84.500 morti l'anno (nessuno fa peggio in Europa) e circa il 95% degli europei sottoposti a sforamenti contemporanei nelle emissioni di PM10, NO2 e O3 vive nel nord del nostro Paese. Inoltre un terzo dei decessi che ogni anno avvengono nel mondo per ictus, cancro ai polmoni e malattie cardiache è dovuto all’inquinamento atmosferico. Una delle soluzioni per evitare questa strage silenziosa è proprio quella di incrementare il verde urbano, di attuare politiche di forestazione diffusa, di mantenere correttamente il patrimonio arboreo esistente. Gli alberi, inoltre, non sono utili solo come straordinario presidio antinquinamento, ma costituiscono un vero e proprio dispositivo di messa in sicurezza dal dissesto idrogeologico, che coinvolge l’82% dei Comuni italiani, e dall’erosione accelerata dei suoli. Investire nel verde, quindi, conviene, e porta benefici economici notevoli».
I due Ordini lanciano infine un appello «alle amministrazioni e agli enti - Comuni, Province, Anas, ecc. - affinché attuino una gestione del verde corretta, avvalendosi di convenzioni con i professionisti o richiedendo collaborazioni a tecnici qualificati iscritti agli albi professionali ».

