Giorni di lezione persi, via ai recuperi

12 Gennaio 2017

Previsti dei corsi extra anche grazie alle piattaforme su internet, scartata invece l’ipotesi dei rientri pomeridiani

TERAMO. La sospensione forzata delle lezioni, dovuta al terremoto e alla neve, crea disagi all’attività didattica nelle scuole, soprattutto per gli studenti che frequentano l'ultimo anno, così gli istituti si organizzano come possono per recuperare il tempo perduto. In accordo con l'Ufficio scolastico provinciale sono state programmate lezioni di recupero e piattaforme online, grazie anche al potenziamento del numero dei docenti e del personale Ata. «L'aumento», spiega il dirigente dell'Usp Massimiliano Nardocci, «è stato concesso dal ministero espressamente per far fronte ai disagi causati dal terremoto. Per lo stesso motivo, in accordo con la direzione studenti di Roma, abbiamo organizzato un corso di resilienza destinato ai docenti per aiutare i ragazzi traumatizzati dal sisma».

Il recupero delle lezioni dovrebbe avvenire in orario extracurriculare, ma il rientro pomeridiano rappresenta un problema per i tanti studenti pendolari. E in altri casi non è una soluzione proponibile, come spiega Stefania Nardini dirigente del polo Alessandrini-Marino e alla guida del liceo statale Milli: «Di pomeriggio gli istituti sono aperti per lezioni supplementari previste dall'offerta formativa, come ad esempio per i corsi per la patente europea del computer. Non abbiamo molti margini di azione ed è già un miracolo se riusciremo a portare a termine le attività in programma». E all'istituto comprensivo Lucidi-Zippilli la dirigente Lia Valeri dichiara: «Avevamo ventilato la possibilità di far lezione durante le festività natalizie, ma la nostra proposta non è stata accolta». Il polo scolastico di Teramo 1 quindi fa di necessità virtù e sceglie internet come alleato educativo per far fronte al ritardo accumulato nell'insegnamento. «L'utilizzo delle nuove tecnologie è una modalità già prevista nella nostra offerta formativa. Con il terremoto abbiamo potenziato il servizio organizzando classi virtuali e percorsi didattici mirati. Ora con la riapertura delle scuole proporremo, come d'altronde facciamo ogni anno di questi tempi, sportelli di recupero e potenziamento, soprattutto per i ragazzi delle terze medie. C'è un rallentamento nella didattica, è vero, ma è bene ricordare che non esistono più i programmi di una volta secondo i quali gli insegnanti avevano l'obbligo di arrivare a un determinato argomento entro la fine dell'anno», sottolinea Valeri. La preside aggiunge che non verranno potenziati gli insegnanti, ma il personale Ata. «Abbiamo preferito aumentare il numero di bidelli per far fronte alla necessità di sicurezza dei nostri studenti, visto che nel polo sono presenti molti alunni con disabilità fisica».

Anche la dirigente dell'istituto superiore Di Poppa-Rozzi Caterina Provvisiero spiega che la scuola concentrerà l'attenzione sulle classi terminali, ossia sugli alunni che dovranno affrontare l'esame di qualifica al terzo anno, o quello di stato al quinto. «E magari più in là moduleremo dei corsi di recupero o delle attività di classi aperte sulle materie fondamentali, come italiano e matematica, attingendo dalle unità di docenti in più messi a disposizione dal Miur». D'altra parte, fa notare la preside, le scuole, per quanto dotate di autonomia, devono sottostare al calendario regionale. «Possiamo decidere l'apertura anticipata o posticipata dell'istituto, ma non possiamo toccare le vacanze previste dal calendario». La dirigente del polo Delfico-Montauti Loredana Di Giampaolo aggiunge: «Durante il terremoto abbiamo perso al massimo 11-12 giorni inserendo nel periodo di sospensione forzata le assemblee di istituto. Certo la situazione non è rosea e il problema maggiore consiste nel fatto che a giugno ci sono gli esami di stato che hanno una data fissa, nazionale. Al momento abbiamo pensato di rimandare in estate le ore obbligatorie che i ragazzi devono affrontare per realizzare il progetto di scuola-lavoro. Ho qualche perplessità invece per quanto riguarda i recuperi pomeridiani perché ci sono molti studenti pendolari». Ad aggravare la situazione si aggiungono le incombenze burocratiche che non tengono conto dei disagi che le scuole del Teramano si trovano ad affrontare. «Siamo indietro non solo nell'attività didattica, ma anche in quella amministrativa. Siamo soffocati dagli adempimenti», conclude Nardini. (e.m.)

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