Giorno nero: 5 morti Ma si è arrestato l’aumento dei contagi

18 Gennaio 2022

La provincia sembra aver raggiunto il picco della Omicron Asl in difficoltà per i tanti dipendenti positivi: sono 113

TERAMO. Il picco della quarta ondata è arrivato anche in provincia di Teramo e ora siamo nel cosiddetto “plateau”, ovvero nel momento in cui la curva ascendente si appiattisce: negli ultimi giorni la crescita dei contagi ha registrato una frenata e negli ambienti della Asl si spera che il nostro territorio, così come è stato il primo in Abruzzo a essere investito dalla tempesta della variante Omicron (arrivata dal Nord attraverso le vicine Marche), sarà il primo a uscirne.
CINQUE LUTTI
Sarebbe una buona notizia, ma per ora c’è poco da esultare perché comunque la situazione della pandemia nel Teramano al momento è critica. A cominciare dal numero delle vittime, che è il dato che più risalta nella giornata di ieri. In 24 ore nei reparti Covid del Mazzini sono morte cinque persone: il 78enne di Mosciano Aurelio Merlitti, la 91enne Iole Di Matteo e la 83enne Italia Fabiocchi di Teramo, l’81enne della provincia di Benevento Romeo Del Negro e la 66enne di Cellino Attanasio Sonia Ortiz Sandoval. Tre di queste persone erano vaccinate, due non vaccinate; tutte, in ogni caso, convivevano con altre patologie più o meno legate all’età. Il numero fa impressione, ma in realtà bisogna sottolineare che in questa quarta ondata il numero dei morti che erano “veri” malati Covid, cioè con polmonite bilaterale, è molto basso. Il problema dei report regionali, in Abruzzo come altrove, è che basta essere positivi per essere conteggiati come morti Covid, anche se si muore di altro. Quanto ai non vaccinati, chi finisce in ospedale o muore non sempre può essere definito un “no vax”: tanti sono persone che non hanno preclusioni ideologiche verso i vaccini, ma che – male informate e talora mal consigliate – rinunciano a vaccinarsi per paura. E, comunque, il Covid ha effetti visibili anche sui vaccinati da oltre cinque mesi che non hanno la terza dose. Giorni fa, erroneamente, abbiamo definito “non vaccinata” Concetta Faiulli, morta nella Medicina Covid di Atri. In realtà la donna aveva due dosi di vaccino e purtroppo ha contratto il Covid prima di poter fare la terza, prevista ai primi di dicembre.
L’ARTIGIANO
Tra le vittime di ieri c’è un ex artigiano molto conosciuto a Mosciano, Aurelio Merlitti. Prima della pensione è stato un falegname-artista ed era considerato il re dell’intarsio. Molto apprezzato dai mobilieri della zona, che gli commissionavano lavori d’intarsiatura, riusciva a creare dal nulla, con sottili lamelle di legno e con pazienza certosina, delle belle figure sui mobili (armadi, testate dei letti, credenze e pensili da cucina). Spesso operava anche su particolari disegni richiesti specificatamente dai committenti. Il mestiere esercitato da Merlitti è ormai quasi definitivamente scomparso. Il 78enne lascia la moglie Rosanna e i figli Umberto e Simone. I funerali avranno luogo domani alle 15 nella chiesa madre di Mosciano.
ASL IN DIFFICOLTÀ
Ieri mattina i ricoverati positivi al Covid in provincia erano arrivati a 149 (62 a Teramo di cui sette in Rianimazione, 54 ad Atri e 33 in via di guarigione nella Rsa di bivio Bellocchio), ma al momento i vertici dell’azienda sanitaria non prevedono di aprire altri reparti Covid: gli ospedali di Giulianova e Sant’Omero, insomma, per ora restano “Covid free”. Il grande problema di questi giorni, per la Asl, è riuscire a garantire i servizi, missione che sta diventando impossibile a causa dell’elevato numero di dipendenti contagiati (ieri erano saliti a 113). Una situazione che si aggiunge alle già note carenze d’organico in settori delicatissimi, vedi gli anestesisti-rianimatori: al momento i medici di questa specialità sono 18 (due dei quali malati), dovrebbero essere 32 (26 se non ci fosse il Covid).(Ha collaborato
Alfonso Aloisi)
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