Giulianova, l’istituto Gualandi chiude dopo oltre cento anni

Nella storica istituzione per sordomuti sono rimasti dieci ospiti che saranno trasferiti a Roma La decisione presa dalla fondazione bolognese, lasceranno anche le quattro anziane suore
GIULIANOVA. L’istituto Gualandi, la storica istituzione per i sordomuti presente da oltre 100 anni, chiuderà definitivamente a primavera. Una decisione presa direttamente dalla fondazione di Bologna. Un’altra pagina di storia, dunque, che viene cancellata con i dieci ospiti e le quattro suore anziane che saranno trasferite in una casa famiglia di Roma.
La nascita dell’istituto Gualandi per i sordomuti e le sordomute risale al 1903. Il 21 luglio di quell’anno madre Orsola Mezzini, deceduta 16 anni dopo, giunse in città inviata da monsignor Giuseppe Gualandi di Bologna per avviare un istituto «per i sordomuti del meridione». Al loro arrivo a Giulianova le suore della Piccola Missione si sistemarono all’interno del villino D’Alessandro e dopo pochi mesi si trasferirono nel palazzo Scimitarra nei pressi della stazione ferroviaria. Dopo qualche anno, nel 1911, le suore, assieme al direttore padre Vincenzo Occhi, si trasferirono a villa Migliori e poi a Teramo nel palazzo Ciotti. Solo nel 1933 iniziò la realizzazione dell’imponente edificio di Giulianova, limitatamente alla parte centrale, sull’attuale via Gramsci. Lo stabile fu completato negli anni ’60. Furono tempi di grande splendore per il Gualandi, con oltre duecento alunni provenienti da tutto l’ Abruzzo, dalla Puglia, dalle Marche e dalla Campania. Nonostante il graduale calo degli alunni, l’istituto è riuscito per anni a ricoprire un ruolo significativo in campo nazionale ed internazionale. All’interno del Gualandi, in diversi settori, convivevano due comunità religiose (preti e suore) che si occupavano di classi di scuole materne, elementari e medie. A disposizione degli ospiti sale d’accoglienza, una cappella per le messe, un campo sportivo e basket ed una biblioteca specializzata. Esisteva anche una convenzione con l’università La Sapienza che consentiva ai neolaureati in psicologia di effettuare tirocini a Giulianova anziché a Roma. Ma c’era anche una scuola di mestieri (falegnameria, sartoria, legatoria e pelletteria) che consentiva ai ragazzi maggiorenni di trovare lavoro subito dopo il diploma. Lo conferma Emidio Camaioni che per anni ha diretto la scuola di pelletteria: «Il Gualandi era una eccellenza. Tutti i miei alunni hanno trovato immediatamente una occupazione nei vari calzaturifici delle Marche». Attorno agli anni ’80, con la modifica della legge sui diversamente abili, è stata chiusa la sezione maschile rimanendo come presidio solo quella femminile. A primavera verrà chiusa anche quella, rimasta con dieci ospiti e quattro suore anziane. Il nucleo, con la responsabile suor Angela, si trasferirà nella Capitale nel quartiere Torre Angela in una residenza per sordomuti. Nel frattempo don Vito Antonio D’Aloisio, sacerdote di Villa Pozzoni, ha chiesto l’intervento del vescovo Lorenzo Leuzzi per evitare la chiusura definitiva.
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