Giulianova. Pestato e rapinato di notte sotto casa. Bottino da 40mila euro

Il titolare dello chalet Venere è stato aggredito da due malviventi fuggiti a bordo di una Jeep con un bottino di 40mila euro
GIULIANOVA
Un grave episodio di cronaca si è consumato la notte scorsa a Giulianova. L’imprenditore Vincenzo Campetti, di 56 anni, titolare dello chalet “Venere” sul lungomare centrale, è stato aggredito, duramente malmenato e rapinato dell’incasso della giornata. Si parla di circa 40.000 euro. A rapinarlo sono stati due individui con il volto travisato che lo aspettavano sotto casa. Il tutto si è verificato attorno alle 2,30, quando Campetti, come sempre, stava rientrando nella propria abitazione, in un condominio di via Parini. Era appena sceso dallo scooter, quando si è sentito afferrare alle spalle ed è stato immobilizzato: è stato poi picchiato al viso, forse anche con l’uso di un tirapugni. Campetti ha provato a divincolarsi, ma non era facile ed allora ha cominciato a gridare aiuto sperando che qualcuno accorresse. Alcuni condomini, svegliati nel cuore della notte da quelle grida di auto, sono scesi ma i rapinatori si erano già allontanati. Per la precisione su una Jeep di colore scuro. Mentre i malviventi fuggivano, l’imprenditore veniva soccorso dal un’ambulanza del 118. Trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Giulianova, Campetti è stato medicato per le profonde ferite al volto e per i traumi riportati nel pestaggio. I medici hanno dato una prognosi di dieci giorni. Dopo le cure, è tornato a casa.
I rapinatori, in fuga col bottino, si sarebbero allontanati in un primo momento in direzione del paese forse nella speranza di raggiungere l’autostrada A14. Ma proprio a Giulianova paese sono stati intercettati da una pattuglia dei carabinieri ed è scattato un inseguimento dallo stadio fino a Fosso di Mustaccio. Qui, invece di proseguire verso Mosciano, i malviventi avrebbero svoltato a sinistra imboccando la strada non asfaltata che porta a Villa Cerulli, innalzando nugoli di polvere che impedivano ai militari di poter proseguire a causa della visuale completamente ostruita. Così i rapinatori hanno fatto perdere le proprie tracce. Si sa che la jeep non risulterebbe rubata ma che ne è stata modificato la targa. I carabinieri stanno indagando servendosi anche dell’apporto dei filmati delle telecamere della zona. La vicenda ha suscitato emozione e preoccupazione in città. È del tutto evidente che i malviventi conoscessero le abitudini di Campetti nel suo ritorno a casa ed anche i famosi “Mercoledì al Venere”, riuscitissimo evento con la partecipazione di tantissima gente e con incassi sicuramente importanti assieme a quelli del ristorante e del pagamento degli ombrelloni.
Sul gravissimo episodio hanno preso posizione Daniele Erasmi (presidente Confesercenti Abruzzo e Fiesa Italia e membro di giunta della Cciaa Gran Sasso), Giammarco Giovannelli, (presidente Confcommercio, Federalberghi Abruzzo) e Gianluca Grimi (presidente Confesercenti - Assoturismo Abruzzo e Confesercenti Teramo). In una nota scrivono: «Quanto accaduto al collega dimostra il salto di qualità oggettivo che sta avendo il fenomeno della criminalità nel teramano. Non aggiungiamo parole ad una tragedia che tocca la totalità degli imprenditori del turismo teramano. Confidiamo totalmente nell’operato delle forze dell’ordine, che siamo certi sapranno assicurare alla giustizia gli autori di questo esecravi gesto. Nel dire ciò, sollecitiamo senza indugio sindaci e forze politiche a prendere atto che lo “splendido isolamento della costa teramana dalla criminalità” è finito, che il problema esiste, va riconosciuto e affrontato» concludono sottolineando massima vicinanza a Campetti.
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