Giulianova, un nuovo priore nel santuario dello Splendore

Da Latina arriva frate Giovanni Ferri, originario di Montepagano. A ottobre sostituirà Cucinelli Sulla fontana benedetta ancora chiusa dice: «Occorrerà affidarsi a un tecnico professionista»
GIULIANOVA. È originario di Montepagano, frazione di Roseto, il nuovo padre guardiano che nei primi giorni del prossimo mese di ottobre prenderà in mano le redini del Santuario della Madonna dello Splendore. Si tratta di frate Giovanni Ferri, 75 anni, attualmente parroco della chiesa di San Francesco di Latina. Il frate cappuccino ha prestato servizio nella diocesi di Latina Terracina Sezze e Priverno dove ha ricoperto l’incarico di parroco per ben 11 anni. Precedentemente, per tanti anni, è stato a Roma nella parrocchia di San Felice da Cantalice a Centocelle. Frate Giovanni, nella veste di nuovo priore, prenderà il posto di frate Carmine Cucinelli con cui condivide l’età, 75 anni, e gli studi in seminario seguiti insieme come studenti. Il nuovo responsabile del convento è anche un cultore di musica e raffinato organista.
Il primo problema che frate Giovanni Ferri dovrà affrontare è quello dell’acqua benedetta che sgorga al di sotto dell’altare e termina nella fontana posta nel chiostro del convento dei padri cappuccini. La fontana dell’acqua, molto casa ai fedeli, è chiusa da tempo e i lavori per la sistemazione non sono ancora finiti. Fra Giovanni è al corrente del problema e afferma: «Stando a Latina non conosco nei particolari la situazione. Ma evidentemente, se bisogno superare un ostacolo, occorrerà affidarsi ad un tecnico professionista, nel caso specifico a un geologo, per venirne fuori». L’arrivo del nuovo padre guardiano del convento cade esattamente ad un anno dall’insediamento di frate Carmine Cucinelli che fino a settembre del 2020 è stato priore del Santuario del Volto Santo di Manoppello. Frate Carmine però non andrà via da Giulianova dove continuerà a svolgere le mansioni di cappuccino semplice. Questa è la rigida regola francescana che prevede dei tempi certi nella durata dei ruoli. Lo stesso principio che in definitiva ha determinato, dopo diversi anni, il trasferimento di frate Simone Calvarese giunto ad Assisi con un incarico di prestigio e con un ruolo importante all’interno della Provincia francescana di Lazio, Abruzzo e Umbria. Fu proprio frate Simone, qualche anno addietro, che dovette procedere alla chiusura del flusso dell’acqua benedetta verso la fontana del chiostro per delle anomalie emerse dalle analisi. La direttiva giunse dalla Asl che ordinò l’interdizione in attesa di parametri regolari e della stabilizzazione del grado di potabilità. Fra Simone Calvarese avviò una raccolta di fondi affidando all’imprenditore tortoretano del settore Fabrizio Saporosi l’incarico di risolvere il problema. Ripreso poi da frate Cucinelli che vuole portare a termine l’impresa. Pare che il nuovo problema possa essere superato attraverso un intervento di ingegneria. Un tecnico, dopo un sopralluogo, avrebbe ipotizzato la soluzione di realizzare una serie di pali in cemento tra il belvedere e l’orto degli ulivi per fermare il fenomeno dello scivolamento del terreno.
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