Gli Ambiti di caccia vogliono contare di più

10 Novembre 2016

TERAMO. Gli Ambiti territoriali di caccia abruzzesi rivendicano il proprio ruolo, e di fatto un maggior peso, nella gestione venatoria dei cinghiali e propongono una serie di modifiche al...

TERAMO. Gli Ambiti territoriali di caccia abruzzesi rivendicano il proprio ruolo, e di fatto un maggior peso, nella gestione venatoria dei cinghiali e propongono una serie di modifiche al regolamento regionale del settore. Nessuno stravolgimento, sottolineano gli Atc: le variazioni suggerite andrebbero nella stessa direzione dell’iter di aggiornamento iniziato nel 2015. Tuttavia, visti i problemi che gli ungulati stanno creando agli agricoltori abruzzesi, le modifiche non sono più rinviabili, spiegano gli Ambiti quasi all’unanimità in una lettera sottoscritta da dieci Atc su undici e indirizzata ai rappresentanti del consiglio regionale.

La normativa, in seguito al cambio di competenze che ha portato la materia ad essere di pertinenza regionale e non più delle Province, stabilisce che la Regione ha il compito di programmazione, pianificazione territoriale, coordinamento e controllo degli Atc, mentre a questi spetterebbe l’attività di ricognizione delle risorse ambientali e faunistiche e l’organizzazione delle attività di prelievo. «Continuare a non utilizzare le potenzialità e le capacità degli Atc, costituiti da rappresentanti di agricoltori, cacciatori, ambientalisti ed enti locali, relegandoli a semplici prestatori d’opera, sarebbe un peccato mortale dalle conseguenze imprevedibili per l’ambiente e soprattutto per quanti nel territorio traggono, con il proprio lavoro, reddito per sé e le proprie famiglie», concludono gli Ambiti allegando le proposte di modifica «che vanno nel senso di responsabilizzare gli Atc e i cacciatori nella gestione del soprannumero di cinghiali». (em)

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