Gli architetti: «Nessun ostacolo alle opere»

11 Agosto 2018

TERAMO. L’Ordine degli architetti risponde al rettore Luciano D’Amico e al presidente dello Zooprofilattico Manola Di Pasquale sul caso degli appalti contestati per l’ex manicomio e l’ex mattatoio....

TERAMO. L’Ordine degli architetti risponde al rettore Luciano D’Amico e al presidente dello Zooprofilattico Manola Di Pasquale sul caso degli appalti contestati per l’ex manicomio e l’ex mattatoio. «Se, da una parte, apprezziamo la pacatezza dei toni e la disponibilità dell'avvocato Di Pasquale, rimaniamo sorpresi dall'atteggiamento del rettore che, evidentemente, si è visto toccare un nervo scoperto». A parlare è il presidente dell’Ordine di Teramo, Raffaele Di Marcello, secondo cui il rettore non ha letto attentamente comunicato e note inviategli alla Federazione degli Ordini e dal Consiglio nazionale.
Di Marcello ricorda che Ordini e Consigli nazionali sono enti pubblici che sono tenuti a segnalare all'autorità di controllo qualsiasi bando ritengano viziato da irregolarità. «Se poi l'Anac dovesse riscontrare la correttezza delle procedure tanto di guadagnato ma, nel caso del bando della "cittadella della cultura", oltre ai rilievi di merito, c'è, innegabile, il fatto che un bando così confezionato impedisce la più ampia partecipazione dei tecnici locali, soprattutto di piccoli studi e dei giovani professionisti. Per la minaccia, quella si esplicita, di azioni legali nei confronti del sottoscritto per via della presunta lesione del prestigio dell'ateneo, invito il rettore a rileggere le mie dichiarazioni: l'elusione della legalità era riferita ad altro ente, verso il quale pende un ricorso al Tar di questo Ordine, e non risulta che l'Università rientri tra gli organismi che dovrebbero tutelare l'applicazione delle norme di legge, a meno che non ci si voglia riferire all'insegnamento del diritto nelle aule accademiche». Di Marcello rassicura D’Amico e Di Pasquale che l’Ordine «non ha intenzione di ostacolare opere importanti per la città» ma che «la logica dell'urgenza non può giustificare azioni che vadano a scapito si dei singoli professionisti».